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Adesso anche i democratici americani hanno la loro Resistenza

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Resistenza
Gli elettori a stelle e strisce sono più svegli di noi italiani e perciò il giochetto d’inventarsi il nemico della patria democratica alle porte non pare stia portando bene all’amministrazione Biden. Infatti, secondo una rilevazione del Washington Post, il 34% degli americani pensa che la violenza contro il governo a volte sia giustificata, mentre stando ad un sondaggio della Monmouth University quasi tre quarti dei repubblicani crede alle accuse di Trump sui brogli elettorali. Non va meglio neppure secondo una rilevazione della Quinnipiac University dove quasi otto su dieci degli elettori repubblicani vuole che Trump corra ancora per la Casa Bianca

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Per essere identici in tutto e per tutto al nostro Pd, ai democratici americani mancava soltanto una cosa: la Resistenza. Qualcuno potrebbe osservare che, non avendo avuto essi l’equivalente del regime fascista e la successiva occupazione nazista, una Resistenza dovrebbero inventarsela come avevano fatto, in una certa misura, gli italiani. Ed è esattamente ciò che – grazie anche a qualche leggerezza di troppo di Trump – essi hanno fatto.

Domani, infatti, i democratici americani, sotto la guida dei gran maestri Joe Biden, la vice presidente Kamala Harris e la speaker della Camera Nancy Pelosi, celebreranno l’atto finale della liberazione – rimozione di Trump, ovvero il primo anniversario dell’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021 da parte di un gruppo di folclorici facinorosi che non volevano riconoscere la sconfitta del “loro” presidente.

Ricordiamo che in quella circostanza la Polizia si comportò in modo alquanto misterioso nel senso che, dopo un primo momento d’inanità e soltanto dopo che un agente di guardia fu colpito da infarto, reagì spropositatamente uccidendo quattro manifestanti tra i quali una donna, la pilota dell’Air Force, Ashli Babbitt, di appena trentacinque anni. Ecco, già questo particolare avrebbe dovuto sconsigliare alla trimurti democratica statunitense di mettere in scena la “sua” Resistenza, andando in questo modo a rinfocolare i mai sopiti contrasti politici di un Paese in cerca d’identità e già di suo spaccato a metà. Ma, per fortuna della loro democrazia, gli elettori americani sono più maturi di noi italiani e perciò il giochetto d’inventarsi il nemico della patria democratica alle porte non pare stia portando molto bene all’amministrazione Biden.

Infatti, secondo una rilevazione del Washington Post, il 34% degli americani pensa che la ribellione contro il governo a volte sia giustificata, mentre stando ad un sondaggio della Monmouth University quasi tre quarti dei repubblicani crede alle accuse di Trump sui brogli elettorali. Non va diversamente neppure secondo una rilevazione della Quinnipiac University, dove quasi otto su dieci degli elettori repubblicani vuole che Trump corra per la Casa Bianca nel 2024. Ciò mentre la popolarità di Biden è scesa al 40% come da lui stesso ammesso nel corso della partecipazione al Tonight Show del comico Jimmy Fallon… che cosa non si fa per recuperare una popolarità appannata dagli insuccessi.

È innegabile che, pur mettendo da parte la pessima strategia messa in piedi per sganciarsi dall’Afghanistan, questa poco lusinghevole percentuale di popolarità fotografa fedelmente un anno di presidenza decisamente fallimentare, laddove Biden ha realizzato poco o niente del programma economico e sociale col quale si era presentato agli elettori americani. Stessa cosa si può dire in politica estera e sulla lotta all’immigrazione clandestina dove l’attuale inquilino delle Casa Bianca sta seguendo, sic et simpliciter, la scia del suo predecessore. La variante Omicron, coadiuvata dal senatore del suo stesso partito, Joe Manchin, che si rifiuta di votare il Build Back Better, il progetto di spese sociali ed ambientali da 1.750 miliardi di dollari, stanno facendo il resto per quanto riguarda la demolizione della credibilità dei democratici e del loro presidente.

A questo punto diviene veramente difficile sottarsi alla tentazione di pensare che l’anniversario del 6 gennaio dovrà essere, per i democratici americani, quella pennellata di bianco utile a coprire i fallimenti di un anno di amministrazione del Paese. Adesso ci aspettiamo soltanto che essi si mettano a cantare l’inno della Resistenza Bella ciao e, così, il gemellaggio ufficiale col Pd sarebbe cosa fatta!

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