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Ai grillini, aprite le mente e turatevi il naso

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Le passate autorizzazioni a procedere nei confronti di parlamentari della repubblica erano richieste per ruberie ed affini. È la prima volta che la Magistratura, inaugurando un pericoloso precedente, chiede al Parlamento di autorizzare il processo per un ministro che era nell’esercizio delle sue funzioni e sul cui operato politico dovrebbe esprimersi il Parlamento e non le Procure
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Il popolo penta stellato sta per decidere se il ritardo dello sbarco dei migranti, raccolti in mare dalla nave Diciotti il 15 agosto scorso, avvenne per tutelare un interesse dello Stato oppure no, e votare di conseguenza sulla piattaforma Rousseau. In buona sostanza i grillini devono decidere se il ministro degli Interni debba andare processato, oppure no, per come gestì quell’emergenza.

Il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, ritiene che demandando alla base una decisione che dovrebbe essere, invece, presa dai suoi vertici, il M5S stia per fare karakiri quale che sarà l’esito della consultazione online. Ciò perché, sostiene Travaglio, la memoria, la coerenza politica e morale del M5S dovrebbero imporre a tutti i suoi militanti di votare, senza esitazioni, per l’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini.

A proposito di memoria, a noi pare che un tantinello smemorato sia proprio Travaglio che deve la sua ascesa all’empireo del giornalismo (ascesa confermata sul campo s’intende) alla collaborazione con Indro Montanelli ultima maniera, quello della La Voce per capirci meglio. Travaglio, quindi, meglio di altri dovrebbe ricordare l’esortazione che il grande Indro rivolse agli italiani in prossimità delle elezioni politiche del 1976, quando si profilava il temuto sorpasso del Partito Comunista sulla Democrazia Cristiana: «Turatevi il naso e votate Dc!».

Posto che tutte le passate autorizzazioni a procedere nei confronti di parlamentari – quelle alle quali si sono sempre opposti i grillini – erano richieste per ruberie ed affini; tenendo presente che è la prima volta che la Magistratura, inaugurando un pericolosissimo precedente, richiede al Parlamento di autorizzare il processo per un ministro che ha agito nell’esercizio delle funzioni, ci andremmo cauti con certi giudizi tranchant, anche per le conseguenze che l’esito della consultazione avrà sul governo in carica.

Infatti, se per le richiamate ragioni dovesse cadere questo governo, assisteremmo alla morte in diretta della democrazia italiana perché sarà chiaro – anzi chiarissimo! – che in futuro a decidere la linea politica degli esecutivi non sarà più il responso del popolo sovrano, come prevede la Costituzione, ma la Magistratura e, probabilmente, coloro che le elezioni puntualmente perdono anziché vincerle.

Ecco perché i vertici del M5S hanno sbagliato a non rivolgere alla propria base la realistica esortazione montanelliana: «Turatevi il naso ed esprimetevi per il no all’autorizzazione».

Anzi, una classe dirigente coraggiosa e responsabile – e qui siamo d’accordo con Travaglio – avrebbe richiamato su di sé la responsabilità di una simile decisione invece di scaricarla sulla propria base.

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