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Busto Arsizio, la saggezza di un Natale concreto

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Il Progetto Pollicino coinvolge bambini fino a sei anni che, a causa di severi problemi familiari, sono stati allontanati dalla famiglia di origine dal tribunale dei minori, e svolge un’attività preventiva, o meglio sarebbe dire “ricostruttiva” sui minori accolti, per recuperarli alle esperienze e a quelle stimolanti sollecitazioni ambientali importanti per la loro crescita relazionale, mettendo in mano ad essi la simbolica chiave d’oro di una scatola magica dov’è appunto possibile trovare la magia di nuovi o rinnovati rapporti affettivi, insomma un mondo nuovo
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Nell’orbe cristiano il Natale è qualcosa di più del ceppo natalizio, dell’albero o del presepe, è innanzitutto la festa della casa e dei bambini. Casa, bambini… certamente pensavano a questo gli appartenenti all’associazione culturale Sophos (Saggezza) quando, lo scorso 20 dicembre, hanno recato un dono soltanto apparentemente insolito alla cooperativa sociale “Progetto Pollicino” di Busto Arsizio: il piano cottura della cucina. Ma, come ha spiegato nel suo saluto Maria Angela Buttiglieri, presidentessa della Sophos e consigliere comunale a Busto Arsizio, per comprendere il perché dell’insolito dono tra i tanti possibili in questa congerie natalizia bisogna preliminarmente soffermarsi sulle finalità e sugli obiettivi della cooperativa sociale bustocca che deve il nome ad una favola dei Fratelli Grimm.

Il “Progetto Pollicino”, fondato da Elena Ballarati, Alessandra Milani e da Luigi Baggio, si compone di due profili progettuali come La casa dei piccoli e La chiave d’oro: la prima coinvolge bambini fino a sei anni che, a causa di severe problematiche familiari, sono stati allontanati dalla famiglia di origine dal tribunale dei minori. La seconda, invece, svolge un’attività preventiva, o meglio sarebbe dire “ricostruttiva” sui minori accolti, in modo da recuperarli alle esperienze e a quelle stimolanti sollecitazioni ambientali importanti per la loro crescita relazionale, mettendo in mano ad essi la simbolica chiave d’oro di una scatola magica dov’è appunto possibile trovare la magia di nuovi o rinnovati rapporti interfamiliari. La responsabile educativa del progetto La chiave d’oro è Alessandra Milani, che si avvale dell’ottimo coordinamento di Bianca Solimeno, dell’opera di educatrici come Valentina Moneta e Hanan Ceccon, e di quella dei coniugi – volontari Ivano e Sabrina Todesco. Tutto ciò mentre, parallelamente, si cerca di aiutare i genitori dei piccoli ospiti a superare le difficoltà evidenziatesi, anche perché l’obiettivo complessivo del “Progetto Pollicino” resta quello di poter restituire i bambini accolti alle loro famiglie una volta che esse siano riuscite a risolvere i loro problemi.

Per potere ottenere siffatti risultati la struttura è stata pensata come una casa normalmente vissuta, e cioè calda, accogliente, con la presenza di spazi individuali e, come in tutte le case, con la presenza di una cucina che somigli il più possibile ad una normale cucina casalinga, come quella verosimilmente esistente nella casa dei piccoli ospiti, e dove spesso a cucinare è proprio la mamma di uno di loro.

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Va da sé che la cooperativa/comunità “Progetto Pollicino” lavora a stretto contatto con i servizi sociali per reinserire i bambini nella loro famiglia originaria oppure, ove questo non fosse più possibile per disposto del tribunale, in una famiglia affidataria.

Ma il senso della serata lo ha dato ancora una volta Maria Angela Buttiglieri che, nel salutare i responsabili del progetto a nome dei membri del direttivo della Sophos, quasi tutti presenti, ha ricordato che maggiormente a Natale bisogna fare eco al messaggio di amore e di pace che viene dalla culla di paglia del presepe, perché dovunque c’è un bambino che soffre, dovunque c’è un bambino nudo su di un misero giaciglio esistenziale, è là che deve esservi un gesto di amore concreto.

Noi de “Il Rullo” con in testa il buon direttore tecnico che, per la circostanza, si è improvvisato pure fotografo, abbiamo raccolto di buon grado l’esortazione della dottoressa Buttiglieri.

E voi che ci seguite non potete essere da meno!

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Come ogni impresa che non si propone fini di lucro, il Progetto Pollicino vive anche di sostegni esterni che possono essere tanti e di diverso tipo, come diventare volontario presso la cooperativa, fare delle offerte liberali per il tramite del IBAN IT06O0335901600100000001163, acquistare suoi prodotti e/o donare il 5×1000.
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