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Ci libereremo prima del coronavirus o di Conthausen?

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Seppure in presenza di una situazione sanitaria oggettivamente delicata ma che, comunque, si potrebbe ancora tenere sotto controllo con il regime ordinario, il premier Conte e il governo stanno ricreando il clima da Armageddon dei mesi scorsi, evocando di nuovo l’intervento dell’Esercito, con il preciso obiettivo di frenare la dissoluzione dei grillini mediante la loro chiamata alle armi sul fronte anti Covid e mettersi al sicuro da eventuali sorprese che potrebbero venire dal processo di Catania a Salvini
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Escludendo i politici, il più grande raccontaballe dell’Era Moderna è stato il Barone Karl Friedrich Hieronymus von Münchhausen, un tipo talmente bugiardo da diventare il protagonista di alcuni iperbolici racconti: si pensi che raccontava perfino di essersene andato a zonzo per lo spazio su di una palla sparata da un cannone! Con più di qualche ragione, dunque, i tedeschi del tempo chiamavano il nostro mega-bugiardo Lügenbaron, ovvero Barone Fanfarone.

I bugiardi, però, anche se nobili o avvocati, non riescono a sfuggire a quel meccanismo inconscio grazie al quale gli esseri umani rivelano le proprie intenzioni, senza volerlo, e che va sotto il nome di lapsus freudiano. Non vi sfuggono neppure i politici che pure dovrebbero essere allenati a dire il contrario di ciò che pensano e a fare l’opposto di quello che promettono. In tale lapsus, infatti, è incorso anche il premier Conte che, parlando presso la sede di Confcooperative di Roma sul varo dell’ennesimo DPCM per il contenimento dei contagi da Covid-19, ha affermato che «La battaglia non è vinta, la soglia di attenzione deve restare massima anche nelle settimane e nei mesi a venire». Già, nei mesi a venire … diciamo pure fino al 2023 quando scadrà la legislatura. Ma se la soglia di attenzione deve restare alta dal momento che la situazione dei contagi è ancora fluida, perché l’avvocato di Volturara Appula vuole prendersi i poteri straordinari per altri quattro mesi e non, invece, mese per mese a seconda dell’evolversi della situazione, come peraltro stanno facendo in altri Paesi come, ad esempio, la Spagna?

Noi, per carità, non abbiamo titoli per sentenziare in un campo così delicato e affollato di “esperti” ma di certo amiamo documentarci presso quegli specialisti non condizionati dalla politica, e per fortuna ancora ve ne sono come, per citarne uno soltanto, l’infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, professor Matteo Bassetti. Grazie a lui, infatti, abbiamo potuto realizzare che i nuovi positivi al Covid sono soggetti asintomatici che nel 95% dei casi non dovrebbero essere neppure considerati ammalati; che l’innalzamento o l’abbassamento del numero dei soggetti positivi dipende dal numero dei tamponi effettuati: come dire che, se per ipotesi facessimo un tampone a tutti i sessanta milioni di italiani, avremmo almeno sei o sette milioni di riscontri positivi che, però, non significherebbe avere milioni di ammalati. Peraltro, ogni giorno nel nostro Paese muoiono all’incirca 2000 persone per patologie varie, e di esse soltanto l’1% a causa del coronavirus, il numero dei ricoveri e dei morti negli ospedali e nelle terapie intensive possono al momento ritenersi nella media per questa stagione. Ma allora di che cosa parliamo, perché il governo vuole prorogare ancora lo stato di emergenza? Qualcuno come Maurizio Belpietro ritiene che col prossimo DPCM il governo voglia fare soltanto “ammuina” perché, in realtà, non sa che cosa fare. Noi, invece, riteniamo che il governo sappia fin troppo bene che cosa fare … per rimanere in sella.

Infatti, seppure in presenza di una situazione sanitaria oggettivamente delicata che, però, si potrebbe ancora tenere sotto controllo con metodi ordinari, il premier Conte e metà governo stanno ricreando il clima da Armageddon dei mesi scorsi, evocando di nuovo l’intervento dell’Esercito, con due obiettivi secondo noi: frenare la dissoluzione dei grillini mediante la loro chiamata alle armi sul fronte anti Covid e, soprattutto, mettersi al sicuro da eventuali sorprese che potrebbero venire dal processo di Catania intentato contro l’ex ministro degli interni Matteo Salvini. Ricordiamo che, in pratica, questi è stato mandato sotto processo dall’attuale maggioranza per un presunto ritardo nello sbarco di immigrati clandestini dalla nave Gregoretti. Ma qualcosa deve essere andato storto nei calcoli di coloro che volevano far fuori il capo della Lega per vie giudiziarie perché, a fronte del fatto che già il pubblico ministero aveva chiesto il non luogo a procedere nei suoi confronti, il giudice dell’udienza preliminare ha disposto l’audizione di Conte e degli ex ministri Toninelli e Trenta per il 20 novembre, mentre per il 4 dicembre è invece prevista l’audizione dei ministri Luigi Di Maio, di Luciana Lamorgese e dell’ambasciatore Maurizio Messari.

È nostro convincimento che, comunque andrà questa trasferta giudiziaria di mezzo governo, Conte e soci non ne usciranno molto bene almeno sul piano politico perché l’avvocato di Salvini, la senatrice Giulia Bongiorno, non si lascerà sfuggire l’occasione per farli a pezzi in aula. Infatti, oltre al certo sputtanamento derivante da questo processo, c’è da dire che Conte ha molti nemici che lo attendono al varco: il più pericoloso e trascurato è il debito pubblico che in dieci mesi è cresciuto di circa 90 miliardi, come dire che, senza un programma organico ma soltanto con mance e mancette distribuite disordinatamente, il governo ha già dilapidato quasi la metà dei miliardi che dovrebbero arrivarci dall’Europa col Recovery Fund. Di questo passo, prima del secondo semestre del 2021 quando partirà tale prestito, il governo dilapiderà anche i rimanenti 129. Ai nemici di Conte bisogna aggiungere, poi, il fatto che dovrà sbaraccare le navi crociera trasformate in lazzaretti galleggianti per la quarantena, con la discesa a terra di migranti irregolari pieni di aspettative, che sta per cessare il blocco dei licenziamenti, e che a dicembre finirà pure la cassa integrazione per milioni di lavoratori. Come dire che disoccupati e migranti potrebbero produrre una marea di problemi difficili da arginare sul piano economico e dell’ordine pubblico, nonostante il noto collateralismo dei sindacati ai governi di sinistra.

Onestamente parlando, la prospettiva per il nostro Paese è da incubo e, tuttavia, crediamo che, nonostante balle come la bazookata di miliardi in arrivo e l’abbassamento delle tasse mentre, in realtà luce e gas subivano aumenti a doppia cifra, il nostro Conthausen rimarrà a Palazzo Chigi, a cavalcare la palla di cannone con la quale Mattarella – non contento di aver sbagliato una volta – lo ha sparato per la seconda volta nell’empireo della già disastrata politica italiana. E d’altronde, chi lo criticherebbe per non aver voluto organizzare la sostituzione del capitano della nave mentre questi, impavido eroe, è intento a duellare con la procella del contagio?

E così succederà che, buoni buoni, indosseremo di nuovo la mascherina a tempo pieno e, come i topi di Hamelin, ci lasceremo condurre da questo governo all’affogamento progressivo di ogni stimolo di indipendenza intellettuale, di ogni volontà di resistenza, di ogni speranza nel ritorno a una vita normale. 

(Vignetta di Donato Tesauro)

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