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Disastro di Genova: ma da che parte state

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Disastro di Genova: ma da che parte state

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La penale che, secondo i media e il Pd, il governo dovrebbe pagare se togliesse la concessione alla società della autostrade è prevista per rescissione unilaterale della concessione senza giusta causa: una cinquantina di morti per questi signori dai torbidi interessi sono, o non sono, una giusta causa?

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Troviamo surreale, indecente ed offensivo per le vittime che, per deficienze strutturali e di manutenzione, cada un ponte trascinando con sé la vita di una cinquantina di persone e qualche politico – e molti media in verità – si preoccupino del calo in borsa del titolo della società inadempiente. Il tutto accompagnato da scientifica disinformazione, pur di mettere in cattiva luce questo governo che, se una colpa ha, è quella di non saper gestire un’efficace comunicazione.

Ma scusate, sembra così illogico che dopo un evento maledetto come quello accaduto a Genova il governo voglia togliere la concessione alla società che gestisce le autostrade per palese omissione ed incompetenza? Si, perché i media, il Pd e tutto il sistema che vi ruota intorno stanno già evocando sfracelli e penali miliardarie qualora il governo dovesse ritirare la concessione che, a loro stesso dire, sarebbe segretata.

A parte il fatto che non si capisce come essi facciano a conoscere le clausole di una concessione segretata secondo lo stile paramafioso dei precedenti governi, ma almeno riferissero cose giuste!

Di quale penale parliamo? La penale che secondo i media e il Pd il governo dovrebbe pagare se togliesse la concessione alla società della autostrade è prevista per rescissione unilaterale della concessione senza giusta causa: un cinquantina di morti per questi signori dai torbidi interessi sono, o non sono, una “giusta causa”?

Qualcheduno di questi signori si è recato alle sale mortuarie degli ospedali di Genova per portare conforto ai familiari delle vittime invece di blaterare da rinomate località di vacanze?

Prendessero esempio dal premier Conte che è ancora a Genova per coordinare i soccorsi, la ricostruzione del ponte e far sentire la vicinanza del governo ai familiari delle vittime ed alla città ferita. In silenzio.

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