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Estate, Priapo e gli ormoni in libera uscita

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Estate, Priapo e gli ormoni in libera uscita

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Gli antichi veneravano come dio della fertilità Priapo, cui diedero le sembianze di un enorme fallo di legno o di cuoio che portavano in giro per i campi per impetrarne fertilità e abbondanti messi. I nostri progenitori, però, esagerarono un po’ quando, con la scusa di sacrificare a Priapo e a quell’altra buona lenza del dio Dioniso, s’inventarono i riti dionisiaci, ossia gigantesche orge collettive

Enzo Ciaraffa –

 

Ammettiamolo, d’estate più di qualche ormone si mette in libera uscita a nostra insaputa (se l’attuale sindaco di Imperia ha potuto comprare perfino un appartamento a sua insaputa…) e, spesso e volentieri, noi maschietti attempati ci scopriamo ad ammirare le belle forme di signore e signorine che in questa stagione esibiscono vertiginose mise. Sicché ci sovvengono poi trasalimenti che si sovrappongono ai rimorsi e – atterriti! – siamo costretti a prendere atto del riaffiorare di mai sopiti desideri: maledette, le donne ci piacciono ancora!

E allora partono interrogativi del tipo «Ma come, alla mia età… vuoi vedere che sono malato? Povero me, forse la malattia è giunta alla fase terminale». E allora può anche succedere che, obnubilati anche dal caldo, si parta alla ricerca di un centro dove ci si possa disintossicare dalla voglia di farlo, e magari anche con una bella donna… orribile!!

Ed è così che ci siamo imbattuti nella “Società di intervento sulle patologie compulsive” di Bolzano diretta dal professor Cesare Guerreschi dove, stando alla pubblicità, la gagliarda voglia di fare all’amore si chiama sexual addiction come dire dipendenza dal sesso, in inglese perché fa più fico.

Purtroppo, temo che la scienza medica non possa fare più nulla per guarirmi e, tuttavia, per salvare almeno la mia residua salute mentale qualcuno mi aiuti a capire perché dalla biblica esortazione «Crescete e moltiplicatevi» siamo quasi arrivati al manicomio per coloro che, in qualche maniera, onorano tale comandamento. E, poi, non è scientificamente provato che il successo della riproduzione della vita sulla terra è intimamente connesso al “numero delle volte” che gli esseri umani lo fanno? Infatti, più volte lo fanno un uomo e una donna e più aumenta le possibilità di sopravvivenza della specie umana.

A questo punto mi viene il terrificante sospetto che tra una classe medica confusa e inclinante al politicamente corretto invece che alla scienza, stia prendendo piede la tendenza a voler fare del naturale rapporto sessuale, vigoroso e costante, una nuova malattia. Lo fai spesso? Allora sei un malato con tendenza alla perversione! Questa visione, però, segna anche la sconfitta della medicina come scienza positiva.

Vabbè che lo storico Carlo Arturo Jemolo sosteneva che le sconfitte diventano per i popoli l’equivalente di ciò che sono le umiliazioni sessuali per gli individui, ma che la classe medica andasse a mettere il naso nella patta degli italiani per ritagliarsi nuove opportunità cliniche ha superato ogni mia più perversa immaginazione.

A questo punto non mi stupirei se per una classe politica che si è inventata ben cinque sessi e tre tipi di coppie genitoriali, il farlo spesso fosse etichettato anche come una perversione capitalista, il nuovo nemico di classe dei sostenitori pentiti del libero amore sessantottino. Mi pare già di sentirlo lo slogan gridato dai cortei organizzati dal Pd (che cosa avete capito, è la sigla del movimento Pippaioli Deperiti!): «Farlo soli/farlo tutti!».

E pensare che anche questi abolizionisti della sessualità naturale discendano da una civiltà che aveva talmente a cuore il prosieguo della specie umana che fece del bigolo una divinità. Gli antichi greci e romani, infatti, adoravano come dio della fertilità Priapo cui diedero le sembianze di un enorme fallo di legno o di cuoio che, non di rado, portavano in giro per i campi per impetrarne fertilità e abbondanti messi. Oddio, i nostri progenitori esagerarono un po’ quando, con la scusa di sacrificare a Priapo e a quell’altra buona lenza del dio Dioniso, s’inventarono i riti dionisiaci, ossia delle gigantesche orge collettive.

La Chiesa in fatto di procreazione non ha mai consigliato ai fedeli lo stesso “entusiasmo” degli antichi romani, però – almeno da prima di Bergoglio – ha sempre guardato al sano rapporto sessuale tra adulti consenzienti come a qualcosa di naturale, anzi indispensabile per la procreazione ordinata da Dio.

Come si fa, allora, a volere ricoverare in quel centro di Bolzano chi ha l’invidiabile possanza di farlo due o tre volte il giorno, tutti i giorni? Piuttosto, prevediamo per loro un contributo da parte delle Asl per un surplus di bistecche e zabaioni!

E, poi, signori medici cercate di essere almeno coerenti, è da sconclusionati con una mano prescrivere il Viagra per alzare, ehm … il morale di quelli che “vorrei ma non posso” e, con l’altra mano prescrivere la clinica a chi, invece, s’impegna a farlo con autonoma gagliardia.

Sapete, incomincia a venirmi il sospetto che molti di voi degli insopprimibili istinti vitali del genere umano non abbiano capito un… Priapo.

*Nella foto grande: Giovanni Benedetto Castiglioni 1645 – Satiro che risposa sotto la statua di Priapo

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