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Facciamo come fecero i cecoslovacchi

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Facciamo come fecero i cecoslovacchi

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Nel Varesotto si costituì l’esercito della nascente Repubblica Cecoslovacca ancor prima che tale repubblica nascesse, grazie ai sacrifici ed agli ideali di uomini che tutto diedero senza nulla chiedere per sé purché la Patria nascesse

– Rosa D’Amico –

Iersera, nel monastero Santa Maria Assunta di Cairate, Enzo Ciaraffa ha presentato il suo libro I Cecoslovacchi sull’Olona. La scelta della location non è stata casuale perché proprio in quel millenario monastero, nel periodo 1918-1920 furono accasermati i militari cecoslovacchi del 18° Battaglione del II Corpo d’armata territoriale che si stava costituendo in Italia.

Il pubblico presente si è dimostrato molto interessato alle cose raccontate da Ciaraffa che, come suo solito quanto presenta un libro, si è soffermato molto sulle vicende della gente comune, quelle che secondo lui fa realmente la storia essendone protagonista e spesso vittima.

È seguita una visita alle stanze che deducibilmente ospitarono i militari cecoslovacchi, dove i visitatori hanno potuto ammirare i pannelli riportanti i disegni che quei militari lontani dal loro Paese lasciarono sulle pareti: erano intrisi di nostalgia.

La nostalgia… ecco, se una cosa possiamo dire dei libri e delle presentazioni che Ciaraffa ne fa è proprio quella di farci sentire la nostalgia per i buoni sentimenti, di farci anelare ad un nuovo senso del dovere capace di portarci fuori dalle secche ideali del presente. E lo fa senza retorica, senza la baldanza di chi pensa che il “suo” Paese abbia sempre avuto ragione.

Dopo aver ringraziato i padroni di casa, la presidente della Proloco cittadina Serena Gatti e Agostino Alloro, l’autore de “I Cecoslovacchi sull’Olona” ha così chiuso il suo intervento: «Aver lasciato andare il passato quasi come fosse un inutile e fastidioso orpello è stato un errore che l’umanità – in particolar modo noi italiani – sta pagando molto caro, in un momento in cui annaspiamo nel mare della globalizzazione, in quella che Bauman ha definito “società liquida”, alla disperata ricerca di un appiglio rassicurante al nostro passato».

La festa del 2 giugno è uno di quegli appigli.

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