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Gli orfanelli di Stalin che attossicano la politica

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Per sua stessa, pubblica ammissione, Vauro è un comunista che, parole sue, non si vergogna affatto di esserlo. Anche i neonazisti non si vergognano della loro aberrante ideologia, ma questo non cancella il fatto che essi siano i truci seguaci di un’ideologia orrenda, genocida e generatrice di odio, che ha fatto decine di milioni di morti e alla quale il Parlamento Europeo, che è tutto dire, ha equiparato il comunismo
– Silvio Cortina Bascetto –

Il vignettista Vauro, in uno scambio di battute su di un social, ha scritto che lui non si vergogna di essere chiamato “comunista” e, pertanto, la Meloni non se la deve prendere se la chiama fascista. Ma è proprio qui la differenza: Giorgia Meloni non si definisce fascista, e non lo è se non per Vauro e per quelli che la pensano come lui, ai quali basta che una persona non sia d’accordo con loro, che so, sulla immigrazione e sui diritti Lgbt per affibbiargli subito l’ignominiosa targhetta. Lo fecero col presidente Cossiga, lo fecero con Craxi e, in tempi più recenti, lo hanno fatto con Berlusconi, con Salvini e con uomini di pensiero come Marcello Veneziani e con chiunque altro non abbia cantato nel loro coro.

Invece Vauro è comunista per sua stessa scelta ed ammissione e, parole sue, non se ne vergogna affatto. Anche i neonazisti non si vergognano della loro aberrante ideologia, ma questo non toglie nulla al fatto che essi, così come il Vauro, siano seguaci di un’ideologia genocida e generatrice di odio sociale, che ha fatto decine di milioni di morti, e che perfino il Parlamento Europeo ha riconosciuto essere sullo stesso piano del comunismo.

Il comunismo internazionalista, come ci hanno insegnato i suoi stessi militanti, non ha frontiere, quindi chi si definisce tale, italiano, russo o cinese che sia accetta di portare sulle spalle la responsabilità morale della morte di milioni di persone.

D’altronde un nazista canadese non è meno condannabile di uno tedesco solo perché in Canada il nazismo non ha fatto morti; lo stesso vale per i comunisti italiani che, comunque, di morti ne hanno fatti eccome! E chi non se ne vergogna andrebbe, a mio parere, non dico perseguito ma almeno isolato culturalmente e politicamente.

Io dalla “fascista” Giorgia Meloni non ho mai sentito parole di odio o di ghettizzazione politica degli avversari, dal comunista Vauro sì.

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