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Gratta gratta e da un progressista viene fuori il comunista

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Ancora una volta negli ultimi settant’anni, coloro che promettevano di voler abbattere il sistema, si sono fatti rapidamente corrompere dallo stesso, trasformandosi da rivoluzionari in macchiette controrivoluzionarie alleandosi, tra l’altro, con il partito bardo di quel sistema che essi volevano abbattere, come dire il PD. Insomma, è stato come se i rivoluzionari parigini, una volta occupata la Bastiglia simbolo del potere assolutista il 14 luglio del 1789, ne avessero poi portate le chiavi al tiranno Luigi XVI
– Enzo Ciaraffa –

Inizialmente il M5S aveva riscosso la simpatia di moltissimi italiani, compresa quella tiepida di chi scrive, perché prometteva di fare a pezzi il sistema di potere vigente in Italia e in Europa. Molti di quei simpatizzanti in realtà detestavano Grillo, tuttavia votarono il movimento politico da lui fondato assieme al primo dei Casaleggio persuasi che, una volta passata la furia giacobina, una volta aperto il Parlamento come una scatola di tonno così come andavano da tempo promettendo, sarebbe subentrata un’anticonformista, magari confusa, ma pulita gestione del potere politico ed economico.

Le cose, purtroppo, non sono andate così perché, ancora una volta in Italia, coloro che promettevano di abbattere il sistema, si sono fatti rapidamente corrompere dallo stesso, trasformandosi da rivoluzionari in macchiette controrivoluzionarie alleandosi, tra l’altro, con il partito bardo di quel sistema che essi volevano abbattere, il PD. Insomma, è stato come se i rivoluzionari parigini, una volta occupata la Bastiglia simbolo del potere assolutista il 14 luglio del 1789, ne avessero poi portate le chiavi al re Luigi XVI.

Neppure al più fortunato degli incapaci, però, può capitare di prendere in mano le sorti e il patrimonio di un Paese di sessanta milioni di abitanti se non si materializzano alcuni presupposti e dei personaggi infelici che, nel nostro caso, si chiamano Matteo Salvini e Giuseppe Conte. Il primo, infatti, quando volle  formare il governo con i grillini nel 2018 consentì a molti di loro di passare repentinamente dal volantinaggio porta a porta alla grande responsabilità di dicasteri decisivi per le sorti del Paese, dalla vendita di gazzose alla politica estera. Senza parlare della scelta di un premier auto riciclatosi che, nel giro di un anno, si è rivelato un marchiano mancatore di parola e un talentuoso incapace con la propensione all’assolutismo.

Il presidente della repubblica c’entra qualcosa in tutto questo? Io sono convinto di sì e, tuttavia, devo ammettere che almeno lui è più navigato, non è un avventuroso dilettante come si è visto qualche giorno fa, quando assieme al capo della Polizia ha stoppato il Trio Mortimer Conte/Speranza/ Franceschini i quali, complice la recrudescenza del Covid-19, aveva architettato di autorizzare la Polizia a violare i nostri domicili in caso di festicciole intra familiari.

Per carità, la situazione è seria, eppure a preoccuparmi in questi giorni non è tanto il virus cinese, non sono i numeri assoluti, ma non spiegati in rapporto ai tamponi, forniti dal ministero della salute, ma il rafforzarsi di quel progetto mondialista che, almeno in Europa, sta facendo da apripista alla dittatura monetarista che, tradotta in soldoni, significa una sola cosa: nuove tasse a breve e aumento del costo dei servizi come già avvenuto per luce e gas. Com’è possibile che, in un momento così difficile, questo e altro stia avvenendo alla luce del sole, senza che una popolazione già stremata si ribelli?

Prima di porci questa domanda, però, dovremmo soffermarci un attimo sul perché dei regimi dittatoriali come quello di Cina, Iran e Corea del Nord, un giorno sì e l’altro pure, limitano o proibiscono del tutto l’accesso dei loro cittadini ai Social. La risposta è, secondo me, abbastanza semplice: senza la conoscenza dei suoi misfatti, senza l’ascolto di voci critiche, non vi può essere nessuna ribellione al potere costituito. E questo è esattamente quanto sta avvenendo in quei regimi che, senza ombra di dubbio credo, sono trucide dittature teologiche, o politiche e comunque brutalmente militari.

Ma, grazie ad una Sinistra autoreferenziale ed ipocrita, si sta affermando in Europa e soprattutto in Italia un’altra dittatura non meno pericolosa di quelle appena elencate. Ciò perché essa, al contrario dei suoi avversari, sa manipolare l’immaginario dei cittadini annichilendoli con la paura, blandendoli con la sua presunta attenzione per i deboli e l’indiscutibile democraticità, sicché soltanto a pensare di attaccarla politicamente si corre il rischio di passare per degli antidemocratici o, come s’inclina a dire da quelle parti, dei qualunquisti.

In realtà oggi è vero l’esatto contrario e, in Italia soprattutto, il fatto è di per sé evidente perché le iniziative più perniciose per i lavoratori sono state prese in buona parte proprio dalla Sinistra e nell’interesse del capitale, non certo degli operai: una per tutte di tali iniziative è stata l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. La riprova ulteriore che la Sinistra italiana non stia proprio a sinistra è nel fatto che, a partire dalla caduta del Muro di Berlino, i suoi modelli economici non sono stati più Marx od Engels ma Draghi e Monti che, guarda caso, sono entrambi passati per la più grande banca d’affari del mondo, la Goldman Sachs Group che, come ultimo acquisto, ha preso a bordo Filippo Taddei, l’ex economista del PD di Renzi. Sicché oggi v’è più attenzione per gli operai e per i valori solidaristici nella Destra sociale e nella Lega, che non nella Sinistra italiana. E questo, piaccia o meno, è un fatto.

D’altronde, essendosi appiattita sui dogmi economici e monetari dell’Unione Europea l’Italia, ormai, non può più intervenire sulla rivalutazione o svalutazione della moneta, al fine di rendere performante importazioni od esportazioni, avendo così una sola via d’uscita per abbassare il costo del lavoro e renderlo in qualche misura competitivo: massacrare le imprese e falcidiare i salari dei lavoratori. Tutto questo la Sinistra nazionale e internazionale, almeno così amano ancora definirsi, lo sanno, e proprio perché lo sanno, complice anche il Covid-19, stanno tentando di dividere l’umanità in due categorie, i liberi pensatori e quella dei politicamente corretti. Ai primi è stato destinato un trattamento mediatico da criminali nazisti, per i quali sono stati perfino coniati nuovi aggettivi dispregiativi come sovranisti, populisti e negazionisti, per i secondi invece impunità generalizzata, incarichi e prebende, indipendentemente dalle loro reali capacità o utilità per il Paese. Questo, a mio avviso, spiega il perché la Sinistra in generale goda di buona narrazione, di un’informazione a dir poco appecorinata, e ne colgo anche le recondite motivazioni: chi andrebbe a sputare nel ricco piatto in cui mangia? La Chiesa delle malversazioni, della pedofilia, delle speculazioni immobiliari, delle Caritas e dell’0tt0 per mille? I media che ormai si sostengono quasi soltanto col finanziamento pubblico elargito dai governi in carica? I percettori del reddito di cittadinanza per non far niente?

Eppure, secondo quanto comunicato alla Banca d’Italia, al 31 agosto il debito pubblico aveva raggiunto il massimo storico di 2.579 miliardi di euro rispetto ai 2.443 di gennaio, come dire che ci siamo già mangiati buona parte dei soldi di quel Recovery Fund europeo tanto evocato dal governo in questi mesi di passione e che invece,, se tutto andrà bene, ci arriverà nel secondo semestre del prossimo anno. Ed è così che gli italiani, obnubilati dal terrore scatenato ad hoc sul coronavirus, lasciano fare ai governanti tutte quelle cose che in condizioni normali non avrebbero mai consentito loro di fare.

Contando su questo intreccio di connivenza e di artato terrore, i pericolosi quaquaraquà del nostro governo avevano in animo di pulirsi il culo con la Costituzione ed instaurare una dittatura pandemica con tanto di regime poliziesco, relegando in un campo di prigionia funzionale e morale noi liberali, come dire quelli che oggi sono rimasti veri partigiani della Costituzione che non sarà (come la Sinistra italica senza crederci sostiene) la più bella del mondo ma è l’unica che abbiamo. Anzi, dirò di più: giunti a questo punto, se la Destra fosse più pragmatica, più battagliera e meno manichea, oggi andrebbe essa in piazza a cantare “O partigiano, portami via/che mi sento di morir…”.

Sì, perché il destino della democrazia in Italia e nel mondo, nei prossimi mesi se non giorni, si giocherà nelle piazze reali e non virtuali, quelle piazze che in Italia un governo incapace di trovare soluzioni praticabili per almeno contenere un’inedita epidemia sta cercando di precluderci con ogni mezzo.

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