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Il generale Arnò: perché mi candido a Magenta

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generale Arnò
Alla fine di una lunga carriera militare, in alcuni ufficiali e sottufficiali delle forze armate prende corpo la volontà di non disperdere la loro esperienza, di non buttare al vento un bagaglio di professionalità e di conoscenze nei settori di gestione delle risorse e dei problemi complessi. È stato per questa ragione che il generale Mauro Arnò ha ritenuto quantomeno doveroso porre questa expertise al servizio dei cittadini

– Enzo Ciaraffa –

Generale Arnò, non posso distrarmi un momento che mi rivoluzioni il mondo: preso a seguire le tue interessanti conferenze itineranti sulla guerra in Ucraina, quasi non mi ero accorto che sei stato candidato da Fratelli d’Italia come consigliere comunale a Magenta, uno dei 978 Comuni che il prossimo 12 giugno andranno a elezioni. La prima domanda è perfino ovvia: perché un generale in pensione e dal prestigioso passato si candida alle elezioni comunali di Magenta.

La risposta che mi sorge spontanea è la seguente: per spirito di servizio. Nel corso dei miei quaranta anni di vita militare, ritengo di aver acquisito un bagaglio di professionalità e di esperienza nei settori di gestione delle risorse e dei problemi complessi, perciò ho ritenuto quantomeno doveroso porre questa expertise, ancora una volta al servizio dei cittadini. Perché a Magenta? Perché ho imparato a conoscere la sua classe dirigente e i suoi cittadini nel corso degli ultimi otto anni di attività e collaborazione sviluppate tra il Centro documentale dell’Esercito di Milano – che ho avuto l’onore di comandare a suo tempo – e le amministrazioni municipali della città. Ritengo, quindi, di avere buona cognizione delle esigenze e delle problematiche cittadine che, dopo le elezioni, dovranno trovare soddisfacente soluzione.

Tra i partiti che sostengono il candidato sindaco, Luca Del Gobbo, oltre a Fratelli d’Italia, vi sono Lega, Forza Italia e la stessa Lista Del Gobbo: perché il Centrodestra ha puntato le sue chances di vittoria su di un ex sindaco del passato e non ha riconfermato, invece, il sindaco uscente Chiara Calati. 

Il sindaco Calati ha operato con impegno e dedizione, nei cinque anni del suo mandato, cercando di dar sempre puntuali risposte alle esigenze della cittadinanza e per questo suo riconosciuto impegno merita di certo il plauso di tutti. Tuttavia, le sfide che Magenta e tutto il magentino saranno chiamati ad affrontare in termini di riqualificazione del territorio e di adeguamento alle richieste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) hanno orientato la coalizione di Centrodestra a fare alcune valutazioni di opportunità nell’esclusivo interesse del territorio. Così è nata la decisione di scegliere un candidato che, per pregressa esperienza politica, per conoscenza del territorio e per le competenze maturate sia nella sua esperienza di sindaco per due mandati consecutivi, sia di assessore e consigliere di Regione Lombardia per altri due mandati, potesse avere la più ampia visione possibile dei problemi di affrontare.

Magenta è un comune della città metropolitana e, andando a curiosare sui media locali non pare abbia così tanti problemi da risolvere al presente se non quelli connessi alla severa congiuntura nazionale e internazionale. Però parliamo di una città dal grande passato perché il 4 giugno del 1859 v’è transitata la storia d’Italia: come pensi che, in caso di elezione, si possa capitalizzare al meglio questa caratteristica storica.

Magenta, grazie alla sua storia legata alle vicende del nostro Risorgimento, ha una notorietà che travalica i confini nazionali. Basti pensare che la città ha dato il suo nome a uno dei colori primari dello spettro visibile: il “magenta” appunto. Sarebbe, perciò, auspicabile che la città fosse inserita in un circuito di turismo “dedicato”, a favore di scuole e studiosi.  

Ma adesso andiamo più marcatamente sul politico. I tempi sono difficili per tutti i Comuni i quali hanno sempre meno risorse disponibili per assolvere le loro funzioni, non ultima quella di dare assistenza ai profughi ucraini: alla luce di tutto questo, qual è il programma della coalizione della quale fai parte e, soprattutto qual è il tuo di programma.

Magenta si colloca strategicamente vicina alla Fiera di Rho-Pero, all’aeroporto internazionale di Malpensa, ai diversi collegamenti autostradali, alla città di Novara e al Polo di sviluppo dell’area post-Expo destinato a diventare un punto strategico per tutto il Nord Italia. È perciò indispensabile, un rilancio di “Magenta quale città europea”, con servizi nuovi, infrastrutture moderne, tecnologie all’avanguardia, centro urbano caratterizzato dall’innovazione. Una città, dunque, in grado di attrarre imprese, lavoro e turismo. Occorre, però, sviluppare una partecipazione reale, diffusa e responsabile dei cittadini con un Comune capace di “fare rete” e valorizzare le spinte che sono sempre positive se provenienti dalla società civile.

A scorrere il tuo curriculum v’è da perdersi. Cito soltanto due delle cose che saltano agli occhi man mano che lo si legge: hai operato in Italia e all’estero, per conto della Nato e poi dell’Onu, acquisendo una grande esperienza nella gestione delle crisi che, in genere, erano prima sociali, poi politiche e militari. Ebbene, ritieni che in caso di elezione questa expertise ti sarà di qualche aiuto nella gestione di eventuali incarichi.

Direi di proprio sì. Vedi, gli incarichi ricoperti e le competenze professionali maturate in Italia e all’estero, nel corso della mia lunga vita militare mi hanno consentito di sviluppare un metodo di lavoro per la risoluzione di problemi complessi che può certamente essere applicato, con risultati positivi, anche alla gestione di una struttura articolata come un ente della Pubblica amministrazione.

Immagino che tu abbia incontrato molte persone nel corso dei giri elettorali per Magenta… che cosa hai colto, quali sono le esigenze e, eventualmente, le ragioni delle loro insoddisfazioni.

Sì, ho avuto modo di parlare con tantissimi cittadini e tante sono le esigenze rappresentatemi ma, tra tutte, i bisogni più sentiti sono di un’Amministrazione comunale vicina alle persone, che riduca la burocrazia e attui una reale semplificazione delle procedure burocratiche.

Il 12 giugno si voterà anche per cinque referendum sulla giustizia in pratica… ai tuoi sostenitori quali di essi consiglieresti di votare.

Sul tema i magentini non hanno certo bisogno dei miei suggerimenti, posso dirti, però, per quali dei cinque voterò “Sì”: la separazione delle funzioni dei magistrati; la partecipazione dei membri laici alle deliberazioni della Cassazione; l’abrogazione delle norme in materia di accesso dei componenti togato nel Consiglio superiore della Magistratura (Csm).

Bene. Adesso, per finire, compendia in tre motivi la ragione per la quale un magentino dovrebbe votarti.

Sarò telegrafico: perché sono una persona con un’accertata esperienza organizzativa; perché non ho paura di assumermi responsabilità e, soprattutto, perché nella mia vita ho sempre fatto della coerenza e dell’onestà i cardini insostituibili del mio modo di essere cittadino e soldato.

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