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Il “nuovo” governo

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Qualsiasi cosa abbiate votato, i partiti e, soprattutto, gli organismi che stanno dietro la politica, sceglieranno chi vogliono e, pur di non andare a votare seriamente, metterebbero anche dei pagliacci per continuare a spartirsi il potere che è rimasto. Ci sono ancora tante nomine da fare, tanti idioti da sistemare, tanti debiti dei cittadini da creare a furia di bonus sempre più improbabili ed osceni
– by Cybergeppetto –

Nel momento in cui leggete queste righe le elezioni sono quasi finite, o appena finite, molti italiani sperano che la politica risponda ai loro bisogni e potrebbero aver votato per dare un segnale di cambiamento che sfiduci il governo in verità un po’ pasticcione di questi mesi.

Mentre i bimbi andranno a scuola gioiosamente sfrecciando in aula con i loro nuovi banchi a rotelle, i genitori, incazzatissimi, aspetteranno con ansia di saper chi saranno i componenti del nuovo governo che desideravano avere con il loro voto di protesta. Non vorrei mai che voi pensaste davvero che il governo possa cambiare facilmente, magari perché è evidente la sfiducia dei cittadini verso la politica attuale.

Qualsiasi cosa abbiate votato, i partiti e, soprattutto, gli organismi che stanno dietro la politica, sceglieranno chi vogliono e, pur di non andare a votare, metterebbero anche dei pagliacci per continuare a spartirsi il potere che è rimasto. Ci sono ancora tante nomine da fare, tanti idioti da sistemare, tanti debiti dei cittadini da creare a furia di bonus sempre più improbabili.

Se nel, forse, scorso governo pare che ci fosse un bibitaro, vedrete che la politica esagererà e troverà dei ministri ancora più inadatti, improbabili e assolutamente distanti dal sentire comune.

Chi potrebbe far parte del nuovo governo radical chic? Chi avrebbe il coraggio di andare a gestire il potere esecutivo per continuare a far incazzare gli italiani? Quali sono gli assi nella manica del potere?

Vediamo di fare un giro d’orizzonte, trovo interessante provare a ragionare come farebbe un qualsiasi gran maestro dell’ordine dei fancazzisti anonimi, mentre si mette il suo grembiulino pseudo-massonico per andare a capire come continuare a gestire il potere proiettando sullo schermo della politica le ombre cinesi che noi pensiamo essere la classe dirigente del potere.

Scegliere persone competenti? Non se ne parla, se mai un ministro dovesse capire che tutti i suoi direttori generali lo stanno prendendo per il culo, potrebbe non esserne contento.

Scegliere persone oneste? Non se ne parla, ogni radical chi ha un prezzo, ogni galoppino elettorale ha un suo tornaconto, è semplicemente impossibile.

Scegliere delle persone di buon senso? Non se ne parla, i politici sono dediti all’ideologia quando devono imporre qualche fregatura a noi, il buon senso se lo lasciano per se e, soprattutto, per il loro stipendio.

Basta smetterla di immaginare improbabili qualità dell’universo ideologicamente schierato e scegliere qualche volto noto alla pubblica opinione per fare un governo tecnico con il quale galleggiare fino al 2023.

Per esempio, delle Signore della Tivvù molto note potrebbero, almeno in una prima fase, tentare di riaddormentare gli italiani che, inopinatamente, si fossero svegliati dal loro letargo.

La prima risorsa d’emergenza potrebbe essere Barbara D’Urso, che a furia di riflettori sta diventando fosforescente. Anche se farebbe salire la bolletta elettrica, potrebbe fare il Ministro della Difesa. Visto che è assolutamente incompetente come tutti i suoi predecessori, e visto che dei militari hanno sostenuto tanti ministri antimilitaristi, Barbarella è praticamente perfetta.

Alla Sanità potremmo immaginare Maria De Filippi, così brava a rincoglionire gli spettatori del pomeriggio, potrebbe fare una puntata di “uomini e donne” con i virologi più in vista, così ci si capirebbe ancora meno.

All’Economia, ministero pesante, ci vuole una persona creativa in grado di avviare un nuovo Made in Italy, penso che uno come Lapo Elkann possa sicuramente essere in pista, senza voler fare dell’ironia gratuita. Se ci è riuscito Gualtieri a dire che non stiamo andando male come si pensava per il Covid non vedo perché non possa farlo anche Lapo, che in fatto di debiti ha delle capacità di tutto rispetto: tra MES e Recovery Fund abbiamo un sacco di debiti da fare e qualche soldo da sprecare.

Al portafoglio dell’interno potremmo considerare una personalità giovane e fresca come Mattia Santori, il leader delle sardine, direi che per favorire l’immigrazione clandestina non c’è bisogno di un prefetto inutile come la Lamorgese, basta chiudere ideologicamente gli occhi.

E agli affari esteri? Chi ci mettiamo? Ci vuole qualcuno che abbia delle capacità empatiche, mi viene in mente Vladimir Luxuria, una persona capace ad instaurare molti rapporti, anche se bisognerà capire quale posizione intende tenere nelle trattative bilaterali o multilaterali.

Potremmo andare avanti, ma di fancazzisti in giro nella società ce ne sono davvero tanti, non so se il governo cadrà dopo queste elezioni, ma temo che, gattopardescamente, cambierà tutto perché non cambi nulla.

Se non si fa la rivoluzione, non cadono le teste. Almeno così sostiene  un mio amico.

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