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Il potere ci vuole veramente adulti e vaccinati?

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adulti e vaccinati
Sul vaccino gravano fitte nebbie; intorno a tre di essi per adesso, si sta combattendo la più grande battaglia di interessi economici che l’umanità ricordi. Si tratta del Vaccino Oxford, del Vaccino Pfizer, del Vaccino Moderna, tutti frettolosamente, e misteriosamente, testati. Con tali presupposti, il loro arrivo, invece di restituirci un po’ di tranquillità e quella voglia di vivere e di costruire per il futuro che stiamo perdendo, ha peggiorato la situazione facendoci sentire delle cavie, buone soltanto a squittire sui diversi social ed a testare i vaccini miliardari di tre o quattro multinazionali
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Fino ad una cinquantina di anni fa, quando un giovane finiva di fare il soldato e ritornava a casa col congedo militare solitamente arrotolato e infilato nel taschino della giacca, veniva accolto dai genitori con una frase che è entrata nel nostro lessico nazionale: «Sei adulto e vaccinato». Adulti perché in genere si partiva prima dei ventun anni occorrenti per essere dichiarati legalmente maggiorenni e si ritornava a casa dopo quindici mesi, con ben tre vaccinazioni all’attivo, le cosiddette trivalenti. A quel tempo, infatti, finito il servizio militare, un giovane, se non lo aveva già da prima, iniziava a trovarsi un lavoro ed a pensare al matrimonio perché, sempre secondo l’esortazione dei genitori, doveva mettere la testa a posto. Insomma il servizio militare, a torto o a ragione, veniva considerato lo spartiacque tra il ragazzo inesperto e l’uomo d’esperienza perché era quello che lo ritenevano le famiglie, le ragazze, la società e lo Stato che, non per caso, cominciava col riconoscere all’ex soldato il diritto di votare almeno per la Camera dei Deputati perché ormai adulto e vaccinato.

Oggi, in tempo di pandemia, abbiamo invece la sensazione che questo governo, ma un po’ molti governi al mondo, non ci vorrebbe né adulti, né vaccinati per una serie di ragioni che vedremo più avanti. Siamo esagerati nei nostri giudizi? Stiamo un po’ a vedere.

È opinione diffusa nel campo della psicologia che nulla sia più alienante per un adulto civilizzato che la precarietà, l’incertezza lavorativa o anche una crisi sociale ed economica come questa che stiamo vivendo a causa del Covid-19. Negli ultimi mesi, infatti, pare che la nostra vita non abbia un domani e debba finire da un momento all’altro, anche a causa del clima di terrore e d’incertezza costruito – ad arte – dai media e dal governo per un virus che, poi, essi stessi sostengono possa essere sconfitto grazie ad un vaccino. È, dunque, su questo salvifico vaccino che adulti ed anziani potrebbero ritrovare almeno una di quelle tante certezze che hanno fatto dell’uomo il costruttore, spesso anche il distruttore purtroppo, del futuro del mondo: una ragionevole prospettiva di vita fondata sulla chiarezza di chi ci governa.

E invece è proprio sul vaccino che gravano fitte nebbie; è intorno ad esso, o meglio intorno a tre di essi per adesso, che si sta combattendo la più grande battaglia d’interessi economici che l’umanità ricordi: il Vaccino Oxford, il Vaccino Pfizer, il Vaccino Moderna, senza parlare dello Sputnik russo che non ha trovato credito in Occidente, tutti troppo misteriosi e troppo frettolosamente testati. Sicché, con tali oscuri presupposti, l’arrivo del vaccino-arrivano i nostri, invece di restituirci un po’ di tranquillità e quella voglia di vivere e di “costruire” per il futuro che stiamo man mano perdendo, ha peggiorato la situazione facendoci sentire delle cavie, buone soltanto a squittire sui diversi social ed a testare i vaccini miliardari di tre o quattro multinazionali.

Per quanto riguarda l’Italia, complice una cospicua parte dei media asserviti ai poteri in qualche maniera solidali con gli interessi delle suddette multinazionali, sull’approvvigionamento del vaccino che dovrà salvarci la vita, il governo ha fatto qualcosa di inconcepibile in un Paese democratico: ha segretato gli atti! Così, pur essendo noi i diretti interessati e cittadini titolari di diritti costituzionalmente garantiti (articolo 32 della Costituzione), al momento non abbiamo ancora capito quante dosi di vaccino anti Covid-19 potenzialmente disponibili sul mercato ha prenotato il governo, quali sono i termini contrattuali, chi gli attori della trattativa con le aziende (temiamo il solito Arcuri…) e quale tra essi offra più garanzie di sperimentazione. La migliore idea del clima che avvolge l’acquisizione del vaccino è data da un episodio accaduto pochi giorni fa: il mondo politico, quello pseudoscientifico e i soliti media hanno letteralmente lapidato il microbiologo Andrea Crisanti, eroe della pandemia fino a qualche settimana fa, soltanto perché si era permesso di esprimere dei dubbi sulla scarsa sperimentazione dei vaccini annunciati e che, peraltro, dovrebbero essere disponibili già a partire da gennaio prossimo. Eppure i dubbi di Crisanti sono sacrosanti perché, fino a questo momento, neppure il ministero della salute è stato in grado di assicurarci che il vaccino opzionato funzionerà tant’è che Speranza già pensa di ricorrere ad un’altra “marca” in caso di defaiance.

A questo punto ai dubbi del professor Crisanti aggiungiamo, più modestamente, quelli nostri: al governo più inefficiente della storia d’Italia basteranno questi pochi mesi per organizzare il tutto? Cioè fare i contratti, costruire una capillare e costante linea del freddo capace di assicurare temperature a – 80° nelle celle refrigeranti dei presidi ospedalieri e nei nuovi centri di vaccinazione che, per forza, si dovranno costituire in tutto il Paese per poter vaccinare sessanta milioni di persone. Non parliamo poi dell’esiguità del personale medico e paramedico che dovrà effettuare le vaccinazioni, un’esiguità nota già dallo scorso mese di marzo ad un governo che entrerà certamente nel Guinnes dei primati d’imbecillità. Ciò per aver pensato di poter combattere la pandemia con i monopattini e i banchi con le rotelle, invece che implementare il trasporto pubblico mentre ci avviavamo ad un numero di vittime civili che, in proporzione agli abitanti, si sta avvicinando, ogni giorno di più, a quello della Seconda Guerra Mondiale… il “modello italiano” che tutti ci invidiano secondo la fertile fantasia del nostro premier.

Ma il vero pericolo per noi cittadini più o meno consapevoli, non risiede tanto nella possibilità di essere fatti fuori dal Covid-19 o nella risibilità della strategia messa in campo per contrastarlo, ma nel prefigurarsi una situazione che, al momento, è stata supinamente accettata dalla maggior parte degli italiani: il terrore pandemico ha consentito al governo di cancellare – con un semplice tratto di penna ed in poche ore – anni di sanguinosa lotta per i diritti e la libertà.

Sicché, giusto per fare un solo esempio, non ci siamo neppure accorti che era stato ripristinato il divieto di riunione sediziosa del fascismo, anche se il governo lo ha chiamato divieto di assembramento.

Timori per l’ordine pubblico? Forse, ma la maggior paura per questo governo, per l’Europa e per il Quirinale era, ed è, una rivolta popolare che in qualche maniera li mandi a casa, sparigliando così i giochi dei Paesi egemoni in ambito comunitario e, di riflesso, delle accennate multinazionali: la strana sconfitta di Trump in America è stata solo un assaggio della loro smisurata potenza.

Ma – starà giustamente chiedendosi qualcuno – una volta vaccinati, una volta debellata la pandemia, questo perverso sistema di potere globale non avrà più elementi di pressione per tenerci sottomessi, se non fidando su un’altra pandemia.

Già…

 

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