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L’ Epifania il governo Conte non porta via

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Nonostante la sicumera del super commissario Arcuri, che pensava di poter vaccinare contro il Covid-19 sessanta milioni di italiani sotto i gazebi in quattro e quattr’otto, a conti fatti ne avremo fino al 2023. Mentre Arcuri ciancia, il governo d’Israele ha già vaccinato più di un sesto della sua popolazione e la Gran Bretagna le va dietro come una locomotiva. L’unico campo dove l’Italia può vantare numeri forti, che disconfermano il modello che a detta di Conte tutti ci invidiano, è quello dei morti, che al momento sono 75.680 dei quali 280 medici. Un numero che è ben trentacinque volte più grande dei soldati caduti nella guerra d’Etiopia
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Secondo dati di Bankitalia a gennaio 2020 il nostro debito pubblico era di 2.443 miliardi, che ad ottobre sono diventati 2.586. Come dire che in nove mesi ci siamo già mangiati una cospicua parte dei mitici finanziamenti europei. Se mai arriveranno.

Quando nel nostro Paese s’iniziava a morire per il Covid-19, quale misura di contenimento del virus il governo buttava alcuni miliardi nel cesso per finanziare bonus tipo quello per il monopattino e per gli acquisti dei banchi con le rotelle per la scuola, salvo poi chiuderla prima che tali turbo-banchi arrivassero a destinazione.

Il Cashback faceva parte di un piano per incentivare gli acquisti mediante l’utilizzo della carta di credito, al fine – secondo le dichiarate intenzioni del governo – di favorire lo sviluppo economico del Paese ed un rimborso del 10% della spesa agli utilizzatori della carta. Salvo, poi, che lo stesso governo si è messo a gridare “All’anima e’ chi v’è muorto” a quei poveretti che avevano preso sul serio l’invito a recarsi nei negozi per fare acquisti. Rimedio? L’ennesimo lockdown per le festività di Natale secondo una filosofia manicomiale del tipo: ti esorto a fare acquisti ma se ci provi ti chiudo dentro.

Dopo la pagliacciata del V-Day, poi, il vice ministro della salute Pierpaolo Sileri che è un medico, a proposito della campagna di vaccinazione, già partita in ritardo e male, ha dichiarato che i vaccini occorrenti all’Italia saranno disponibili «Verosimilmente, nel corso del primo semestre del 2021». In realtà le cose non stanno proprio così perché, ammesso che le regioni riescano ad effettuare 65.000 vaccinazioni al giorno, come auspicato dal super commissario Arcuri, non finiremo prima del 2023. Laddove il governo d’Israele ha già vaccinato più di un sesto della sua popolazione e la Gran Bretagna la segue come una locomotiva. L’unico campo dove l’Italia può vantare numero forti che disconfermano il modello che a detta di Conte tutti ci invidiano, è quello dei morti che al momento sono 75.680 dei quali 280 medici: trentacinque volte i soldati morti nella guerra d’Etiopia!

A fronte di tutto ciò, Matteo Renzi, supportato dalla Bellanova e da Maria Elena Boschi, sta mettendo in croce il governo Conte del quale pure fa parte, perché questo non sarebbe all’altezza della situazione. In realtà è perché sono in gioco i soldi del Recovery Fund e il riordino dei Servizi Segreti, due partite che Conte vuole giocare da solo perché, sarà anche un leguleio, ma una cosa l’ha capita benissimo: chi controllerà i miliardi provenienti da Bruxelles e i servizi segreti, avrà l’Italia in tasca almeno per i prossimi cinque anni.

Saranno allora Renzi e la bella Maria Elena, in veste di befana e rigorosamente con scopa-monopattino acquistato col bonus, che ci toglieranno questo governo dai piedi?

Di questo sembra convinto il vignettista Tesauro che ha rivisitato alla sua maniera il detto popolare “Epifania, ogni festa porta via”.

Noi, in verità, ne siamo convinti un po’ meno, o per niente,  ciò per una ragione molto semplice: il precipuo scopo di questo governo e del Quirinale che lo sostiene è stato, fin dal principio, di non far votare gli italiani che, stando ai sondaggi, sceglierebbero a maggioranza il Centrodestra nonostante la sua pochezza oppositiva.

Sicché dopo Conte I e Conte II, sta per arrivare anche Conte III. Ma la monarchia in Italia non era decaduta il 2 giugno del 1946?

Pessimo inizio d’anno per la democrazia rappresentativa.

(Copertina: Donato Tesauro)

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