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La seconda calamità di questi giorni è stata l’ipocrisia

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La seconda calamità di questi giorni è stata l’ipocrisia

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Dopo aver ignorato per mezzo secolo i problemi del territorio, lasciato che si costruisse sugli argini dei corsi d’acqua, che si chiudessero gli occhi sul disboscamento dei crinali montani e lasciato erodere le litoranee dal mare, la variegata opposizione a questo governo si è messa in gramaglie

– Enzo Ciaraffa –

Una foto postata su Facebook e Twitter da Matteo Salvini nel mentre si accingeva a partire per un sopralluogo sulle aree del bellunese disastrate dal maltempo, ha scatenato l’ennesima polemica politica, e con ventidue morti appena ripescati dalle acque melmose dei fiumi tracimati in mezza penisola da Nord a Sud una polemica è l’ultima cosa di cui si sentiva il bisogno in questi giorni.

I post incriminati sono quelli in cui il ministro degli Interni indossa la giacca a vento della protezione civile ed accenna un forzato sorriso di circostanza: «Si parte direzione Belluno, per visitare le zone colpite da frane e alluvioni e portare i primi aiuti concreti del governo. Buona domenica amici, chi si ferma è perduto».

Oddio, se il Matteo lombardo contasse fino a dieci prima di mettersi a smanettare con lo smartphone sarebbe molto meglio per la stabilità del governo, anche se crediamo di aver capito quali fossero, nella circostanza, le sue malespresse intenzioni: rassicurare con un sorriso gli italiani che, nel corso di una settimana maledetta dal punto di vista meteo, hanno visto il loro Paese andare a finire sott’acqua.

Di là di certe oggettivamente inopportune iniziative del ministro, le variegate opposizioni a questo governo (ognuna per la propria parte) hanno interesse a creare un gran bailamme per impedire all’opinione pubblica d’interrogarsi sulle pregresse responsabilità che hanno condotto a questo ennesimo disastro ambientale.

Ciò perché, è vero che ha giocato un ruolo determinante la violenza dei fenomeni atmosferici di questi ultimi tempi, ma la causa principale risiede soprattutto nello stato di abbandono da parte delle amministrazioni, a partire da quella statale per finire, via via scendendo, a quelle comunali, e per lo stato di degrado in cui versa il territorio.

E chi negli ultimi trent’anni ha gestito, ad ogni livello, la cosa pubblica e quindi il territorio? Le forze politiche ora all’opposizione.

Chi ha fatto distruggere impunemente boschi, torbiere e costruire case sugli argini dei fiumi e di antichi corsi d’acqua in temporanea secca? Le forze politiche ora all’opposizione.

Chi non ha più curato il ripristino delle aree verdi e il rinforzamento delle litoranee di un Paese che praticamente galleggia sul mar Mediterraneo? Le forze politiche ora all’opposizione.

E poi, a proposito dello sguardo sorridente dell’uomo del Viminale, le principali forze di opposizione a questo governo non hanno proprio le carte in regola per mettere alla gogna la sua ingenuità ridanciana: il 2 maggio del 2006 Pecoraro Scanio e Vasco Errani si misero a raccontare barzellette in chiesa mentre si celebravano i funerali di tre militari italiani caduti in Iraq. Giusto per ricordarlo a coloro che, pur di dare addosso a Salvini, questa volta si sono messi addirittura in gramaglie. Ridicoli, oltre che inefficaci ed ipocriti.

Si preoccupassero, piuttosto, d’incalzare il governo sulle cose da farsi per rimediare al disastro ambientale di questi giorni e, eventualmente, di criticarlo ferocemente se non le farà. Anzi, incominciassero a criticare Salvini fin da subito col ricordargli che lui è il Mministro degli Interni di tutti gli italiani, da Nord a Sud e che, al cospetto di un disastro che ha colpito le popolazioni di questi due estremi della penisola, almeno quando scrive sui social abbia la decenza di ricordarle entrambe.

Immagine in evidenza: Uragano al Sud (foto l’Eco del Sud) 

 

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