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La signora del Grand Guignol

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La signora del Grand Guignol

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Una signora con le mani lorde di sangue se ne va in giro per l’Italia ad assegnare la qualifica di vittime di mestiere a gente che, anche per colpa sua,  si è vista piombare nel lutto e nel dolore da un giorno all’altro

di Silvio Cortina

La signora Barbara Balzerani, esponente di quell’organizzazione terroristica che seminò il sangue e il terrore negli anni ‘70 e 80 col nome di Brigate Rosse, ha affermato più o meno che «Quello delle vittime è, ormai, diventate un mestiere, strambe figure che hanno il monopolio della parola. Io non dico che non abbiano diritto a dire la loro,

PROSPERO GALLINARI , BARBARA BALZARANI

Roma, marzo 1992, processo alle Brigate Rosse per il sequestro Moro, Processo Moro Ter Stefano Petrella, Barbara Balzerani, Salvatore Ricciardi (Wikipedia courtesy)

figuriamoci, ma non ce l’hai solo te il diritto, non è che la storia la puoi fare solo te». Bontà sua! Tali idee sono state manifestate durante un dibattito, in un Centro Sociale di Firenze, a cui questa signora con le mani lorde di sangue era stata invitata, guarda caso in occasione del quarantennale della strage della scorta di Aldo Moro durante il suo rapimento avvenuto in via Fani a Roma il 16 marzo 1978.

La signora Balzerani ha scontato la sua pena e, purtroppo, è libera cittadina, ma forse ha perso un’occasione d’oro per non mostrare una volta di troppo l’arroganza e la presunzione di pensare di essere la detentrice delle verità cosmologiche. Quindi d’ora in poi, per stare al suo ragionamento, abituiamoci a sentire le ragioni e la storia del rapinatore, dell’assassino, dello stupratore, del ladro, del pedofilo e del sicario: non sia mai che si dia troppo risalto alle vittime!

Come osano le vittime dell’insensata violenza di ieri pretendere di accentrare tutta l’attenzione dei media? Diamine, si dia spazio e ragione anche ai carnefici in modo che si abbia la storia completa. Non ha importanza che le vittime non abbiano scelto loro di fare quella parte ma che gliel’abbia imposta chi adesso lo accusa di fare la vittima di mestiere. Tra l’altro qui parliamo di un anniversario che riguarda solo l’uccisione dei cinque agenti della scorta, perché Moro fu ucciso tempo dopo, quindi le vittime sono le famiglie, che oltretutto in questi anni sono state praticamente ignorate dai media, e che forse, secondo la Balzerani, dovevano scomparire.

Sparisca lei signora del Grand Guignol, rientri nel limbo della nostra memoria e ringrazi il Padreterno di vivere in un Paese dove non esiste la pena di morte e dove l’ergastolo è diventato una barzelletta.

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