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L’estate di quando eravamo poveri ma felici

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“Un aforisma al giorno toglie il medico di torno”




Quando scrisse l’aforisma di oggi lo scrittore Giorgio Manganelli aveva, evidentemente, in testa il ricordo delle nostre vacanze degli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento allora che, con famiglia, suocera e zie varie, a partire da giugno, ci recavamo alla conquista del nostro posto al sole nelle località di villeggiatura più abbordabili, per potervi trascorrere giornate di fuoco e di reinserimento nel “branco”. In tutti i sensi.

Infatti, sulla spiaggia gli ombrelloni erano gli uni a ridosso degli altri, così a ridosso che ogni nostra parola, ogni rimbrotto ai piccoli e perfino ogni sospiro d’amore (gli amorazzi che nascevano ogni estate…), era sentito prima dai vicini e poi dai diretti interessati. Senza parlare del juke-box della direzione del lido che andava a tutto volume, tale da indurre a ballare anche le sardine che si aggiravano al largo.

Ma lo stare tutti insieme ammassati sulla battigia o in montagna, con le chiappe bianche anonime ed uguali, aiutò l’integrazione degli italiani più di quanto non fu capace di fare la classe politica. Il resto fu merito della televisione.

In tempi di Covid-19 e di neologismi orrendi come “distanziamento sociale”, chissà che cosa pagheremmo per poter ritornare a quei giorni di semplicità e di spensieratezza, a quando eravamo ancora povera gente eppure, come le formichine, stavamo costruendo il miracolo economico italiano.

Eravamo formichine così brave che americani, inglesi e francesi facevano a gare per venire ad investire in Italia. Poi incominciò il Centrosinistra … ma questa è un’altra storia.

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