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L’ALFA ROMEO DELLA LINEA GOTICA

Enzo Ciaraffa ha voluto attendere quest’anno in cui ricorre il centenario del logo Alfa Romeo per raccontare la singolare storia di un suo impareggiabile modello, la Cabriolet Royale 6C-2300 carrozzata dagli stessi designer dell’auto della regina d’Italia, i Castagna di Milano, i quali, realizzandolo su commissione con telaio e motore originali dell’Alfa Romeo, ne fecero un modello unico al mondo. Questo modello particolare di Alfa Romeo appartenne all’industriale lombardo Alessandro Paneroni, che omise di immatricolarla per non farla requisire per la guerra che si approssimava ma, ciononostante, la sua amata Cabriolet Royale 6C-2300 finì a combattere sulla Linea Gotica.

 

 

 

 

 


 

MUNIGUND

«Devo dire che grazie a Munigund ho completato le mie conoscenze sullo sviluppo del ruolo religioso, economico e culturale dei monasteri in Lombardia, un percorso che ho compiuto con doppio piacere, visto che durante la Grande Guerra, proprio nella parte sconsacrata del monastero Santa Maria Assunta di Cairate, furono accasermati i soldati della nascente Repubblica Cecoslovacca. Dunque, a parte il piacere di continuare a compenetrare il pensiero storico dell’autore, mi fanno molto riflettere gli sconosciuti percorsi del destino che emergono dal saggio, perché grazie a Ciaraffa ed al monastero di Munigund, la storia del mio Paese si è venuta ancora una volta ad incrociare con vicissitudini e personaggi che hanno segnato la vicenda della Cecoslovacchia, della Valle Olona, della Lombardia e dell’Italia».

( Dott. Ing. Jozef Špánik – Consigliere Ambasciata della Repubblica Ceca in Italia )

 

 

 

 

 


 

UGO MARA, UN RAGAZZO DI BUSTO ARSIZIO

«La motivazione che accompagna una medaglia al valore militare, e Ugo Mara ne meritò Copertina libro Ugo Mara tagliatadue, di solito non dice molto perché fissa sinteticamente un particolare momento della battaglia, il più delle volte attribuendo al decorato pensieri e sentimenti che egli non provava affatto. Sì perché, se sopravvive all’azione, un eroe si accorge di esserlo diventato dopo, quando gli appuntano una decorazione sul petto.  Siamo persuasi, perciò, che Ugo Mara morì senza sapere di stare a fare qualcosa di eroico: era un leader nato e per lui spingersi sempre più avanti era una dote naturale. Ma poi gli sarebbe veramente importato sapere d’esser diventato un eroe? La sua breve esistenza si nutrì di senso del dovere e di “eroismo professionale”: Ugo Mara era un tecnico intelligente e coraggioso al servizio del proprio Paese in guerra e tale restò fino alla fine».

( Enzo Ciaraffa )

 

 

 

 

 


 

I CECOSLOVACCHI SULL’OLONA

«Mettere in fila i fatti, le cifre, le date, gli eventi, i dati, è essenziale, ma sono le emozioni che fanno la storia. Da quCopertina Cecoslovacchi Olonai nasce l’importanza di recuperare i particolari, i dettagli, finanche le piccole cose vere per poi “meravigliarsi” nel constatare come la storia di due popoli, la storia d’Europa in fondo, sia passata anche per un piccolo Comune che all’epoca contava non più di 4.000 abitanti. Un impegno questo che, ognuno per la propria parte, i facitori del volume hanno raccolto con interesse e passione. Rivolgo, pertanto, il mio vivo plauso all’autore, Enzo Ciaraffa, per aver saputo ricercare, ricostruire, documentare e raccontare questa importante pagina di storia […] un patrimonio storico-culturale di inestimabile valore locale, nazionale ed internazionale da valorizzare e consegnare alle future generazioni».

( Giorgio Battisti – Generale di Corpo d’Armata )

 

 

 

 

 


Generale Josef Becvar 1

L’ennesimo attestato di stima ad Enzo Ciaraffa da parte della Repubblica Ceca per il suo libro “I Cecoslovacchi sull’Olona”: il Generale Josef Becvar, Capo di Stato Maggiore Generale delle Forze Armate della Repubblica Ceca, ha voluto posare con una copia del libro in mano.

 

 

 

 

 


 

RIPARTIAMO DAL PIAVE

Rpartiamo dal Piave«Le guerre non si celebrano ma sicuramente si ricordano affinché chi ne goda possa capire l’inestimabile valore della pace. Il 24 maggio di un secolo fa l’Italia dichiarò guerra all’Austria, la nemica storica delle sue aspirazioni unitarie e per quanto siano trascorsi soltanto cento anni da allora, il ricordo di quel tragico avvenimento si è talmente affievolito nella quarta generazione che, temiamo, scomparirà del tutto con la quinta. E ciò sarebbe inaccettabile! Ben venga, quindi, l’iniziativa di pubblicare un libro fotografico di un avvenimento che, più, di altri, segnò la storia del nostro Paese con conseguenze dirette, come l’estromissione definitiva dello straniero, e indirette come la nascita della società di massa».

( Enzo Ciaraffa )

 

 

 

 

 


L’ARMATA EMOTIVA

«Nel 2006 fui, per alcuni mesi, capo ufficio stampa di una grande Unità della Nato, dove feci la buona conoscenza di un ufficiale inglese che parlava abbastanza bene l’italiano e copertina armata emotivache da borghese lavorava per la Bbc. Ebbene, in uno dei nostri discorsi spesso intrisi di cameratesco sciovinismo, sostenni che in Italia anche i ciottoli testimoniano la storia e che, anzi, le vestigia del nostro inimitabile passato fossero talmente tante che chiunque avrebbe potuto scrivere un libro di storia in brevissimo tempo – perfino io! –  e prima che lui rientrasse in patria all’antico lavoro. Fu così che mi ritrovai imbarcato nella più pazzesca delle mie imprese: scrivere in poche settimane un libro che, in modo goliardico ma anche passabilmente corretto, rivisitasse la storia del nostro Paese. L’impresa fu portata a termine in breve tempo con la pubblicazione della prima edizione de “L’Armata Emotiva” di cui spero il buon Dio abbia incenerito tutte le copie ancora esistenti. Speriamo sia venuta un po’ meglio quest’altra edizione».

( Enzo Ciaraffa )