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L’Italia e il mondo, un unico motore impazzito

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Esiste un’insospettabile interrelazione tra il tentativo di disapplicazione del decreto legge sull’immigrazione in Italia, la batosta della Borsa di New York, il riacutizzarsi della crisi economica globale e il riuscito atterraggio della sonda cinese Chang’e – 4 sulla faccia nascosta della luna
– Enzo Ciaraffa –

La misteriosa mano del destino a volte riesce a mettere insieme, e a collegare tra loro, personaggi ed avvenimenti la cui interrelazione nessuno vuol vedere, il più delle volte per quella rimozione psicoanalitica che interviene quando ci rifiutiamo di accettare la realtà che ci circonda. Nonostante ciò, anche se oggi ci rifiutiamo di vedere e di analizzare cosa sta succedendo nel nostro Paese e nel mondo per limitarne gli effetti nefasti, ricorderemo per sempre la data del 3 gennaio 2019: quel giorno ha visto la perfetta sintesi delle contraddizioni che stanno distruggendo il nostro mondo per fa posto a “qualcosa” che neppure riusciamo ad immaginare.

Iniziamo da Palermo, dove il sindaco Leoluca Orlando, un vecchio arnese della politica sopravvissuto all’eutanasia delle Democrazia cristiana, si è rifiutato di fare applicare nel suo Comune una legge dello Stato, ovvero il Dl del 4 ottobre 2018 numero 113, meglio noto come Decreto sicurezza e immigrazione… una cosa del genere non era mai accaduta nella storia della repubblica! Mentre scriviamo, infatti, al Comune di Palermo è arrivata la Digos per controllare che quella legge venga applicata. Dopo Orlando anche il sindaco di Napoli e quello di Firenze si sono dichiarati “ribelli”.

In quella stessa giornata, se non in quelle stesse ore, a New York la Borsa di Wall Street ha chiuso in disastroso calo a causa del crollo dei principali titoli tecnologici, come Apple che è sceso addirittura a -10%. Ma la pessima performance di Wall Street era partita dalla Cina la cui economia era ed è ancora in progressivo rallentamento, soprattutto a causa della contrazione delle vendite all’estero di altri titoli tecnologici, come iPhone, Mac ed iPad. Sicché, con il solito effetto domino, il 3 gennaio hanno chiuso in rosso tutti i mercati europei ed asiatici. Eppure, paradossalmente, in quelle stesse ore, era propria la Cina ad evidenziare sul terreno, anzi nello spazio, una straordinaria vitalità tecnologica poiché, alle ore 03,26 italiane, faceva atterrare con successo la sonda Chang’e – 4 sulla faccia nascosta della luna, un successo straordinario.

Il tentativo di disapplicazione della legge sull’immigrazione in Italia, l’ennesima batosta della Borsa di New York, il riacutizzarsi della crisi economica globale, l’allunaggio della sonda cinese… qual è di preciso l’interrelazione esistente tra questi tre accadimenti? Secondo noi, ad accomunare questi eventi è stato lo stravolgimento di quelle regole basilari che devono regolare le dinamiche politiche, economiche e finanziarie degli Stati.

Ad esempio, i sindaci ribelli di Palermo, Napoli e Firenze sono rappresentanti di un certo rilievo del Pd, che vogliono stravolgere la regola fondamentale di ogni democrazia parlamentare, rifiutandosi di accettare il fatto che le leggi vengono fatte dal Parlamento e da chi vi detiene legittimamente la maggioranza, fingendo di non rendersi conto di essere i grotteschi attori di un golpe in bianco. Peraltro, la loro bislacca iniziativa, pericolosa per la tenuta democratica del sistema, non è di quelle negoziabile pena l’abdicazione dello Stato legale. Il presidente della repubblica, di contro, sempre lesto a menare bacchettate al governo in carica, non pare sia stato altrettanto lesto a richiamare alla ragionevolezza coloro che vogliono alterare le regole e l’equilibrio dei poteri della nostra democrazia. E non è mica un fatto da poco quello che vogliono fare Orlando, Nardella e De Magistris che, tra l’altro, è un magistrato!

Il crollo a catena delle diverse Borse mondiali, come quello avvenuta a New York lo scorso 3 gennaio, che si è trascinato appresso tutte le altre Borse, è la diretta conseguenza dello stravolgimento di un’altra regola – e siamo a due – quella che ha tenuto in equilibrio l’economia mondiale fino agli anni Settanta: il controllo degli Stati affinché il sistema economico rimanesse di tipo binario, ovvero imperniato su di un sistema pubblico anche minimo e privato, come nel nostro caso prevede anche l’articolo 41, comma 3, della Costituzione. E, invece, in questi anni abbiamo assistito alla deregolamentazione più dissennata, che ha lasciato campo libero al sistema bancario ed ai suoi strumenti finanziari che, agendo fuori da ogni regola, sono stati la principale causa della crisi economica mondiale.

E veniamo, infine, all’altra grande manipolatrice delle regole della finanza, la Cina comunista che, mentre produce tecnologia così sofisticata da poter raggiungere la luna, invoca poi dagli Usa e dall’Unione europea una clausola di agevolazione commerciale che è vecchia di mezzo secolo, risalente a quando la Cina era un Paese in via di sviluppo, come dire che il suo progresso dobbiamo pagarlo noi.

Ebbene, al cospetto di quanto sta accadendo, mi è tornata alla mente una Fiat 131 che ho posseduto fino agli anni Ottanta, quando il suo motore mi lasciò definitivamente a piedi, dopo che era stato mandato ripetute volte su di giri dall’acceleratore che si incantava con una pericolosa frequenza. Ecco, lo scorso 3 gennaio le faccende italiane e l’economia globale mi sono sembrate un unico motore, in accelerata, prima di schiantarsi definitivamente.

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