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Luca Folegani: ansia di futuro per Busto Arsizio

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Luca Folegani
Secondo Luca Folegani, candidato di Fratelli d’Italia a Busto Arsizio, il modo migliore per evitare i licenziamenti, a riassumere e/o conservare il lavoro delle locali maestranze è quello di aiutare le piccole e medie imprese che, peraltro, hanno subito i danni peggiori derivanti dalla lunga pandemia. Poi bisognerebbe anche sfruttare al meglio la posizione strategica di Busto Arsizio e il fatto che essa sia ben collegata con l’aeroporto di Malpensa ed ha ben due linee ferroviarie
– Enzo Ciaraffa –

Soltanto mentre venivo ad incontrarla, avvocato Folegani, ho realizzato di aver conosciuto prima il suo libro “Generazione ‘90” e poi lei, sicché questa intervista – lo confesso – è nata anche dalla curiosità di conoscere un giovane di trentun anni che ha scritto un libro con la stessa nostalgia di un reduce garibaldino. Ovviamente le motivazioni del nostro incontro sono anche altre, soprattutto di ordine politico. Pertanto, fermo restando il fatto che in tempo di elezioni concediamo spazio gratuito ai candidati di qualsiasi partito che dovessero richiederlo, vengo subito alla sua decisione di candidarsi, per Fratelli d’Italia, come consigliere comunale a Busto Arsizio. Non si sente un po’ troppo giovane per un impegno politico sul territorio?

Sinceramente penso sia arrivato il mio momento e le spiego anche il perché. Ho iniziato a far militanza politica molto giovane, imparando tanto e vivendo diverse esperienze, ognuna delle quali è stata un mattone per edificare la mia formazione umana e politica. Ritengo, perciò, di potermi misurare in questa sfida esaltante per il governo della mia città. 

Bene. Qual è il curriculum politico di Luca Folegani?

Ho iniziato ai tempi del liceo con Azione Giovani, il movimento giovanile di Alleanza Nazionale che aveva a capo proprio Giorgia Meloni che ho avuto occasione di conoscere personalmente. Poi ho proseguito l’evoluzione politica nel movimento giovanile. Anni molto belli caratterizzati da tanto attivismo, assieme al sindaco uscente, Emanuele Antonelli, che era coordinatore del partito in quegli anni di crescita.

Appunto di questo volevo domandarle. Lei appoggia la lista del sindaco Emanuele Antonelli che, a quanto pare, imbarca molti ex di altri partiti, perfino del Pd: a un giovane come lei che proviene dalla Giovane Italia della fu Alleanza Nazionale non provoca nessun problema morale stare assieme agli ex piddini?

Premetto che sono candidato con Fratelli d’Italia e la squadra messa in campo a Busto Arsizio dal mio partito è molto coesa e anche omogenea, oltre che composta da persone valide a mio avviso. La lista civica per il sindaco, invece, unisce persone con esperienze politiche diverse che, quale denominatore comune, hanno a cuore il futuro di Busto Arsizio. A mio modesto avviso anche nella lista civica per il sindaco Antonelli sono state scelte persone valide e competenti senza rimanere impiccati ai loro trascorsi politici.

È storico: sono sempre politicamente turbolenti i mesi che precedono le elezioni a Busto Arsizio, con gente che va, gente che viene e gente che divorzia. Perché tutto questo avviene secondo lei?

Avviene così un po’ ovunque credo. Dietro a queste tempeste spesso ci sono personalismi o forse anche un po’ di opportunismo politico. Quello che però è evidente è che, al netto di qualche normalissima frizione interna, la coalizione di Centrodestra ha dato l’idea di essere piuttosto coesa e bene organizzata per riconfermare Antonelli a Palazzo Gilardoni.

“Amare il proprio territorio e la propria città, significa automaticamente amare tutto quello che ne consegue…”. Questo è quanto lei ha scritto a pagina venticinque del suo libro: è un programma politico? E se lo è, come intende svilupparlo qualora fosse eletto. In altre parole quali istanze dei bustocchi intende portare avanti Luca Folegani?

È vero. Nel mio libro ci sono diversi messaggi che sono tipici di un programma politico… credo sia una questione di formazione, di tensione verso quello che Sant’Agostino definiva amore di provvedere. Per quanto riguarda il pensiero da lei citato, volevo semplicemente dire che se ami la tua città devi fare di tutto per renderla migliore. Mi rendo conto che il concetto è ammiccante seppure generico, ma vorrei evitare di filosofeggiare più di tanto e andare al concreto.

Non chiedo di meglio. La Regione Lombardia ha stanziato 138.046,83 di euro per ricollocare le persone che hanno perso il lavoro a causa della pandemia nel comprensorio Busto Arsizio – Valle Olona: secondo lei come andrebbero impiegati i fondi spettanti a Busto Arsizio?

Non ho visto ancora le carte e neppure so quanti soldi toccheranno alla nostra città. A caldo mi viene da dire che il modo migliore per evitare i licenziamenti, per riassumere e/o conservare il lavoro delle nostre maestranze sarebbe quello di aiutare le piccole e medie imprese locali che, peraltro, hanno subito i danni peggiori derivanti dalla pandemia. Poi bisognerebbe anche sfruttare al meglio la posizione strategica di Busto Arsizio e il fatto che essa sia ben collegata con l’aeroporto di Malpensa e possegga ben due linee ferroviarie. Ciò rende Busto Arsizio la città ideale per investire, oltre che per vivere e lavorare. È in questa direzione che, secondo me, bisognerebbe andare in futuro.

Qualche lustro fa andò di moda la “rottamazione” del vecchio ceto politico per far posto – si sosteneva – ai giovani e, quindi, a una più accorta gestione delle res publica. Purtroppo le cose non sono andate così, perché i giovani attualmente al governo del Paese si sono rivelati di un’incompetenza e di una fallacità imbarazzanti e pure pericolose in politica estera. Lei – che è indubbiamente un giovane – perché dovrebbe fare eccezione?

Essere giovani non significa essere automaticamente capaci… bisogna essere anche competenti e con un minimo di curriculum scolastico. Puntare su dei giovani senza alcuna preparazione alle spalle ha recato – ed è sotto gli occhi di tutti! – soltanto danni al Paese. Me lo consenta: la differenza tra me e la classe politica giovane scelta con un clic sulla tastiera del computer è nel fatto che io mi sono sempre dato da fare, sia dal punto di vista lavorativo, sia dal punto di vista della preparazione politica, il candidato Luca Folegani non è stato scelto con un sorteggio. 

Allude a qualcuno?

Malpensante: non alludo a nessuno…

Uno dei problemi di Busto Arsizio, come della maggior parte delle città italiane, è quello dell’ordine pubblico turbato soprattutto dai vandalismi e dalla violenza giovanile, tant’è che, lo scorso mese di febbraio, il sindaco Antonelli ha chiesto al prefetto di Varese di convocare il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Ha in mente qualche strategia per la prevenzione in questo settore?

Anche nel corso dell’estate è avvenuto qualche atto di vandalismo e di intolleranza in alcune vie centrali di Busto Arsizio. A riguardo la mia proposta è quella di favorire, in sicurezza, l’apertura di locali e discoteche dove i giovani possano scaricare la loro vitalità in modo accettabile. Proibire soltanto poi porta a questo. Sarebbe da favorire anche il ritorno all’organizzazione di eventi capaci di aggregazione sana allontanando, così, gli assembramenti dalle vie centrali. L’altra faccia della medaglia è che, propaganda a parte, nell’ultimo quinquennio con l’amministrazione Antonelli Busto Arsizio è diventata una città molto più attrattiva nel senso che vi arriva più gente di prima da fuori.

Siamo arrivati alla fine dell’intervista. Dovesse coniare uno slogan per la sua campagna elettorale, Luca Folegani, quale sarebbe?

“Ansia di futuro nel segno della continuità”.

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