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Ma perché i vecchi stanno antipatici ai progressisti?

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Nella Svezia governata da un altro progressista, il socialdemocratico Kjell Stefan Löfven, è stato deciso che non fosse destinata alcuna terapia intensiva agli ultraottantenni colpiti dal Covid-19. Come dire che nella terra di Axel Munthe, lo scrittore e medico svedese che durante il colera a Napoli del 1884 si prodigò a curare e a salvare centinaia di persone, coloro che sono molto anziani possono tranquillamente morire di coronavirus a casa loro se tutto va bene
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Nel 2015 la candidata del PD alla presidenza della Regione Veneto e oggi europarlamentare, Alessandra Moretti, ebbe un’idea geniale per alienarsi perfino i voti dei simpatizzanti del suo partito: «Gli anziani ospitino gli immigrati nelle loro case». Così, in un colpo solo se fosse stata eletta col PD, un partito che si definisce progressista, la Moretti avrebbe risolto il problema dell’alloggiamento degli immigrati e dannato l’esistenza di qualche milione di vecchietti che, dall’oggi al domani, si sarebbero trovati in balia dei palestrati ragazzotti “fuggenti dalla guerra” benché provenienti principalmente da zone dove la guerra non c’era.

Il 17 ottobre del 2019 Beppe Grillo dal suo blog s’interrogò sull’utilità del voto agli anziani e sull’eventualità di privarli di questo diritto perché: «… i dati ci dicono che gli anziani non amano particolarmente il progresso, scelgono risultati più vicini al loro stile di vita…». Il comico genovese non colse, evidentemente, l’incoerenza di fondo insita nel fatto che, col blog e col Movimento Cinque Stelle, lui per prima inseguiva risultati più vicini alla sua visione della vita.

Dopo aver negato l’insorgenza di un’epidemia da coronavirus e aver sbeffeggiato i governatori delle regioni che invocavano istantanee misure di quarantena, dopo aver dichiarato urbi et orbi che potevamo dormire tra due guanciali, dopo averci sommersi di circolari e di conferenze stampa scarsamente efficaci e comprensibili, a inizio marzo Conte ha declarato anche per gli over sessanta: «… gli anziani a casa».

Nella Svezia governata da un altro progressista, il socialdemocratico Kjell Stefan Löfven, è stato deciso di non adottare nessuna misura di contenimento e che non fosse destinata alcuna terapia intensiva agli ultraottantenni colpiti dal Covid-19. Come dire che nella terra di Axel Munthe, lo scrittore e medico svedese che durante il colera a Napoli del 1884 si prodigò a curare e a salvare centinaia di persone, i molto anziani possono tranquillamente morire di coronavirus a casa loro, o nelle residenze per anziani che anche da quelle parti non stanno dando proprio il meglio.

Invece, per la presidente tedesca della Commissione Europea Ursula von der Leyen gli anziani dovrebbero rimanere confinati in casa fino alla fine dell’anno perché, bontà sua, devono «… essere disciplinati e rimanere pazienti», come tanti soldatini della Hitlerjugend aggiungiamo noi. E non siamo i soli ad essere insofferenti e perplessi davanti a certe dichiarazioni poiché anche uno psichiatra, il professor Paolo Crepet, ha definito gli intenti della baronessa von der Leyen follie naziste.

Chissà perché tutte queste persone così “sollecite” verso gli anziani ci fanno venire in mente il passo di una poesia in romanesco di Trilussa, dal titolo Er gatto premuroso: «Qualunque bon consijo fa piacere, ma abbada che sia bono er consijere». E i personaggi di cui sopra, tutti appartenenti a quell’area che si definisce progressista, proprio non lo sembrano dei buoni consiglieri.

Ma alla fine perché i progressisti d’Italia e d’Europa ce l’hanno con i vecchi? Che cosa avrà mai fatto loro quella miriade d’individui curvi, col crine bianco, dal passo strascicante e che, dopo aver lavorato una vita, sono già contenti se qualche automobilista si ferma alle strisce pedonali per farli passare, individui che non chiederebbero di meglio che trascorrere in serenità almeno il tramonto della vita. Ma non è finita qui.

Secondo studi effettuati dal centro medico accademico Montefiore Health System dell’ospedale Albert Einstein College of Medicine di New York in collaborazione con i ricercatori dell’ospedale indiano Kasturba di Mumbai, il coronavirus Covid-19 mieterebbe vittime prevalentemente tra gli uomini (e gli anziani sono la maggioranza) perché trova ricetto nei loro testicoli.

Come se non bastasse questa che potremmo definire “disparità di genere virale”, pare che le poche donne colpite dal coronavirus impieghino anche due giorni in meno a guarire rispetto agli uomini. Quando si dice il sesso debole…

Con tali presupposti al nostro vignettista Donato Tesauro è venuto un angosciante dubbio che un po’ è anche il nostro: «Visto che i più esposti a contrarre l’infezione siamo noi maschietti di una certa età, vuoi vedere che questi campioni del progressismo e i loro compari virologi per evitare l’accumulo del Covid-19 nei nostri zebedei non decidano, giusto per fare prevenzione, di risolvere il problema alla radice tagliandoceli?».

Sembrerebbe una provocazione da artista, ma da gente che, in qualche maniera, vorrebbe espellere gli anziani dalla società produttiva come fossero inutile zavorra c’è da aspettarsi qualsiasi cosa.

Ecco la necessità per noi maschietti attempati, secondo Tesauro, di andare in giro con le mutande di ferro e pure molto guardinghi.

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