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Maduro, burattinaio e pericoloso boia

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In questo momento il Venezuela ha il poco invidiabile primato di avere due presidenti del parlamento e due presidenti della repubblica, ciò grazie al dittatore socialista  Nicolàs Maduro che è riuscito a realizzare quello che non riuscì al suo predecessore e mentore Chavez: tutti i venezuelani sono finalmente uguali nella povertà del socialismo applicato e devono vivere con l’equivalente di due dollari al giorno
– Donato Tesauro –

Il Venezuela è diventato un Paese di nefaste contraddizioni perché, pur essendo ricco fonti energetiche come il petrolio, di risorse minerali come l’oro e vantare una produzione intensiva di frutta esotica, registra un altissimo tasso di povertà e un’inflazione che ormai galoppa verso il 1.600%. Ciò perché la dittatura socialista di Nicolàs Maduro è riuscita a realizzare quello che non riuscì al suo predecessore e mentore Chavez: tutti i venezuelani sono finalmente uguali nella povertà del socialismo applicato e devono vivere con l’equivalente di due dollari al giorno! Beh, dire “tutti” non è del tutto esatto perché la corte di Maduro vive nel lusso.

Oggi in Venezuela la “Tarjeta de la Patria” è la versione elettronica della tessera dei generi consentiti vigente nella vecchia Russia comunista, e che dovrebbe permettere a una famiglia venezuelana di vivere un mese con quattro chilogrammi di farina, quattro di pasta, quattro di riso, un chilogrammo di fagioli, due di zucchero e un chilogrammo di latte in polvere. Tali generi sono contenuti in una confezione chiamata CLAP (acronimo di Comitès Locales de Abastecimiento y Producciòn), prodotta all’estero e che spesso non arriva per mesi ai diretti interessati che sono costretti ad andare a rovistare nei i rifiuti.

A corollario di questa situazione, lo scorso 5 gennaio si votava per l’elezione del nuovo presidente dell’Assemblea Nazionale ma l’esercito, fedele a Maduro, ha impedito al presidente in carica dell’assemblea nonché presidente incaricato del Venezuela, Juan Guaidò, di potere accedere al parlamento per aprire la sessione di voto che, tra l’altro, soltanto lui poteva aprire per legge. Insieme a lui sono stati trattenuti fuori dal parlamento anche i deputati che si oppongono al dittatore Maduro, così mentre il legittimo presidente dell’Assemblea Nazionale e presidente incaricato del Venezuela veniva bloccato, all’interno si concludevano le operazioni di voto senza che fosse raggiunto il quorum per la validità del risultato ma, ciononostante, il maduriano Luis Perra giurava come presidente.

La situazione si è sbloccata oggi pomeriggio quando Guaidò è riuscito a prendere possesso della funzione di presidente dell’Assemblea Nazionale ed indire le regolari elezioni con le quali la maggioranza dell’assemblea lo ha riconfermato alla presidenza. Sicché in questo momento il Venezuela ha due presidenti del parlamento e due presidenti della repubblica.

Noi italiani ci mettemmo a ridere quando con il passato governo furono nominati due vice presidenti del consiglio, ma la situazione in Venezuela ha superato la condizione di tragicomicità perché sta facendo letteralmente morir di fame milioni di cittadini in patria, mentre altri se sono dovuti andare all’estero, come tristemente mi raccontano le due venezuelane di casa: la moglie e la suocera.

Speriamo che anche Maduro, come di solito fanno i defenestratati dittatori sudamericani, se ne vada quando prima a godersi all’estero le ricchezze accumulate sulla pelle dei venezuelani e, senza spargimenti di sangue, lasci risorgere quella che negli anni Cinquanta era la quinta economia più ricca al mondo.

(Copertina di Mario Tesauro)
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