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Mascherati e sexy!

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I professoroni dell’ormai sessual-inibente comitato tecnico scientifico potrebbero accarezzare provocantemente i microfoni dai quali concionano ogni giorno spiegandoci come sarà il prossimo Natale. Arcuri, poi, la deve smettere con quello sguardo da pesce in barile, per quello che ha da dire potrebbe farlo girando attorno ad un palo come una ballerina di lap dance. Potremmo addirittura organizzare un concorso di sensualità per Vip in televisione, in maniera da prendere le misure per un Rinascimento Sessuale al termine della seconda ondata
– by Cybergeppetto –

Le recenti polemiche su di un, ormai, famoso video in cui una ballerina insegnava alle signore ad essere più sexy quando si fa la spesa mi induce ad alcune riflessioni sui legami esistenti tra i nostri costumi e la nostra libido in tempi di pandemia.

Noto, con una certa incredulità, che dai tempi della liberazione sessuale ad oggi un nuovo oscurantismo è alle porte, i film con Edvige Fenech non sono più di culto. Negli anni Settanta il nemico era la morale religiosa, oggi il nemico è il contatto con le persone sexy. Una volta la pubblica opinione era fatta tutta di libertini, di invasati sessuali compulsivi, di dediti al sesso-droga-e-rock&roll, di fantasiosi trasgressivi rotti alla liceità di ogni cosa avvenisse tra adulti consenzienti. Il virus d’oggidì ci ha congelato la libido come se le nostre pulsioni sessuali fossero a -80 gradi insieme al vaccino della Pfizer. La tristezza dei legami virtuali segna i nostri visi, solo parzialmente nascosti dalle mascherine più o meno chirurgiche.

Niente abbracci, niente baci, niente carezze, l’unico sesso possibile è quello etereo al computer e sulle pay-tv; recentemente un virologo molto in voga ha stigmatizzato anche i congressi carnali “tra congiunti”.

Di tutto questo guazzabuglio epidemico sessuale, ne ha fatto le spese una inconsapevole ballerina alla quale gli intelligentoni della RAI hanno fatto giocare il ruolo della casalinga sexy che sculetta al supermercato. La classe al potere ha stabilito non solo che dobbiamo stare chiusi, ma anche che dobbiamo essere sciatti, tristi e totalmente privi di carica erotica. Mi pare il solito espediente farisaico per dare la colpa a qualcun altro invece che ammettere i propri errori di gestione. Non capisco quale sia il problema dell’essere sexy al supermercato, che è ormai l’ultima ridotta della socialità a distanza, quindi visuale e non tattile. Non vedo perché si debbano gettare alle ortiche decenni di fancazzismo sessuale, di Giovannona cosce lunghe (dell’omonimo film), di pornostar al Parlamento, o tra i pantaloni e le gonnelle dei politici. Ovviamente i media mainstream hanno tuonato contro lo spettacolo non consono in questi tempi di tristezza e di nevrosi solitaria.

Sicché la a suddetta trasmissione è stata sospesa, una fila di teste è rotolata tra le persone dell’apparato di mamma RAI. Indubbiamente il video sarà stato imbarazzante, ma solo per chi dispone di una solida morale tradizionale. I fricchettoni radical chic non possono far finta di aver cambiato opinione sulla propensione italica all’immorale sessuale che ha fatto tanta tendenza ed un sacco di corna.

Bisogna tornare ad essere sexy! Il settore del sesso mercenario è in drammatico calo e la mancata redistribuzione del reddito sessuale disincentiverà l’economia. Bisogna avere il coraggio di dire che se questi affari sessuali non s’ingrossano, non s’ingrosserà nemmeno l’economia e tutto il resto … .

Naturalmente siamo rispettosi delle regole e dobbiamo capire come essere sexy anche se l’epidemia inibisce il contatto: come fare? Una delle possibili alternative può essere quella di puntare al voyerismo non solo tra le corsie dei beni di prima necessità, ma anche in ogni altro ambiente in cui vi sono dei contatti reali. Questa potrebbe essere la nostra vera possibilità per preparare la ripresa economica.

Non sono, però, solo le casalinghe a dover essere più sexy, anche i parlamentari potrebbero avere delle movenze più sensuali quando accedono all’emiciclo. Conte, ad esempio, è troppo ingessato durante le sue esternazioni in conferenza stampa in televisione. I professoroni dell’ormai sessual-inibente comitato tecnico scientifico potrebbero accarezzare provocantemente i microfoni dai quali concionano ogni giorno spiegandoci come sarà il prossimo Natale. Arcuri, poi, la deve smettere con quello sguardo da pesce in barile, per quello che ha da dire, potrebbe farlo girando attorno ad un palo come una ballerina di lap dance. I mezzi busti della televisione, invece, non la danno a bere più a nessuno attraverso il loro morigerato look professionale: chissà che cosa combinano lontano dalle telecamere. Gli inviati dei media, infine, dovrebbero almeno farsi la lampada e avere le labbra tumide. Potremmo addirittura organizzare un concorso di sensualità per VIP in televisione, in maniera da prendere le misure per la rinascita sessuale al termine della seconda ondata.

Insomma, se non la finiamo di avere la “verve mortifera” del nostro presidente al microfono, la depressione psichica peggiorerà anche l’economia perché nessuna casalinga comprerà le scarpe col tacco dodici e gli uomini non compreranno più i tanga leopardati nemmeno su Amazon.

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