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Mattarella a Pontida

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Il presidente non è il ragazzotto dell’Eliseo precocemente iniziato al sesso, ma un vecchio arnese di sagrestia, allevato a paternoster, studi giuridici e politica fin dalla più tenera età. Perciò, stiano molto attenti Salvini & C. a non scambiare i napoletani fit-fit di ieri sera per salve di cannone, anche perché i tentativi del sistema per civilizzarli sono appena iniziati
– Enzo Ciaraffa –

Escludendo quelli di Pertini e Cossiga, i discorsi di fine anno dei presidenti della repubblica italiana li abbiamo sempre trovati di un sopore mortale. Questo perché essi sono immancabilmente intrisi di politicamente corretto, di luoghi comuni e di tutti quegli auspici-promesse che gli scolari della mia generazione includevano nella letterina di Natale ai genitori i quali, a loro volta, facevano finta di crederci, un po’ come noi che ci credevamo perché innocenti e in buonafede.

Così come il quarto discorso di fine anno agli italiani del presidente Mattarella, neppure ieri sera, ha rinunciato alla sua alta carica soporifera ma, a differenza dei primi tre, si sono intravisti qua e là non diciamo proprio dei botti, ma qualche stellina di Natale, quelle che a Napoli chiamiamo fit-fit.

Pensate che in un discorso riassumibile in sole 500 parole, Mattarella ha adoperato ben cinque volte il termine “sicurezza”: tale carenza però è stata da lui addebitata prevalentemente alle mafie, e soltanto velatamente e indirettamente a quell’immigrazione selvaggia alla quale abbiamo assistito in questi ultimi anni infelici «…la domanda di sicurezza è particolarmente forte in alcune aree del Paese, dove la prepotenza delle mafie si fa sentire più pesantemente. E in molte periferie urbane dove il degrado favorisce il diffondersi della criminalità. Non sono ammissibili zone franche dove la legge non è osservata. La vera sicurezza si realizza, con efficacia, preservando e garantendo i valori positivi della convivenza». Caspita, sembrava di stare sul pratone di Pontida invece che al Quirinale!

Perché, in questo particolare momento storico e politico, nel discorso di San Silvestro Mattarella ha voluto portare uno tsunami di acqua al mulino di Salvini sul tema della sicurezza?

L’uomo del colle non è uno sciocco ma, anzi, proviene direttamente da quella scuola democristiana che, per averne fatto un uso pessimo, è riuscita a farci odiare perfino quello che è il principale strumento della politica moderna, la mediazione. Ecco, avendo capito che il risultato delle elezioni europee del prossimo mese di maggio sarà condizionato pesantemente dal dibattito sulla sicurezza interna nei vari Paesi dell’Unione europea Italia in testa, Mattarella ha realizzato – prima dei media in verità – che continuare a trattare certe istanze di questo governo come roba da populisti, non farebbe altro che accrescere il loro consenso nel Paese, che è già molto alto. Nel suo discorso, infatti, non sono mai comparsi termini come populismo e sovranismo.

Questo, ovviamente, non significa che tra Mattarella e Salvini stia nascendo un amore dannato e disperato, tutt’altro, ma se per Enrico IV Parigi valeva bene una messa, per l’inquilino del Colle, che è un uomo di apparato, un endorsement alla politica di Salvini sulla sicurezza vale ad evitare di mettere, ancora una volta, quello stesso apparato contro il comune sentire della maggioranza trasversale degli italiani. Insomma, il presidente della repubblica vuole arrivare alle elezioni europee con alcuni temi “raffreddati”, e quello sulla sicurezza è il più spigoloso e pericoloso per il sistema di cui egli è espressione. Infatti, non ha neppure insistito più di tanto sugli immarcescibili legami che ci legherebbero all’Europa unitaria, ben sapendo che in questo momento storico essa è l’istituzione più odiata dalla maggioranza dei cittadini europei.

Nel suo messaggio ai francesi, sempre ieri sera, Macron ha tentato di imitare l’ecumenismo di Sergio Mattarella non riuscendo, però, ad andare oltre il conio di quello che sembrerebbe il nuovo motto della repubblica francese, di quelli studiati apposta per far incazzare ancora di più il popolo di una terra di liberté come la Francia: «Désinformation – Manipulation – Intoxication». Infatti, è stato come se avesse detto ai francesi «Se avete dei problemi economici non prendetevela con me, ma con le fake news».

Mattarella, però, non è il ragazzotto dell’Eliseo precocemente iniziato al sesso, ma un vecchio arnese di sagrestia, allevato a paternoster, studi giuridici e politica fin dalla più tenera età. Perciò, stiano molto attenti Salvini & C. a non scambiare i suoi fit-fit di ieri sera per salve di cannone, anche perché i tentativi del sistema per civilizzarli sono appena iniziati.

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