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No vax e vaccinisti dell’ultima ora: chi fa danno alla democrazia?

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Lamentando il fatto che viene dato troppo risalto mediatico ai no vax, il presidente della Repubblica ha dettato una linea operativa ai media dimenticando, lui, il supremo garante della Costituzione, che i no vax, rifiutando il vaccino, non fanno altro che esercitare un diritto costituzionale e che, se i media staranno davvero ad ascoltarlo, tradiranno anch’essi un dovere costituzionale su suggerimento, si pensi, di colui che la Costituzione dovrebbe difenderla

– Enzo Ciaraffa –

Pur essendo lontana da me l’idea di spacciarmi per un esperto della Costituzione, devo dire che ogni tanto me la vado a ripassare, anche se – lo confesso – alcune statuizioni le capisco di più, altre un po’ meno, e in taluni casi resto addirittura sgomento rapportando ciò che leggo alla situazione corrente nel nostro Paese. Prendiamo ad esempio tre disposti della nostra carta costituzionale, precisamente gli articoli 3, 21, 32, e andiamo non dico ad analizzarli sul piano giuridico ma quantomeno a compenetrarne la sostanza pratica.

Ebbene, l’articolo 3 afferma che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali d’avanti alla legge, senza nessuna distinzione, tantomeno di opinioni politiche o di condizioni personali e sociali. E qui mi assale il primo dubbio: se le opinioni sul coronavirus (si badi, non ho scritto analisi mediche), mettiamo del professor Bassetti, valgono quanto quelle di un comune cittadino, perché a lui è consentito esprimerle su ogni mezzo di informazione, in modo talvolta perfino scorretto e nevrotico, e agli altri no a causa della censura preventiva messa in atto della grande maggioranza dei media? E questo interrogativo ci porta direttamente all’articolo 21, il quale stabilisce che tuttihanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con ogni mezzo di diffusione consentito, in primis – aggiungo io – tramite i giornali cartacei, le televisioni ed i social. E, invece, per una sorta di voluttuosa autocastrazione professionale, quella che dal dopoguerra in poi almeno fingeva di essere una libera informazione, fondamentale per ogni democrazia seria, si è orientata a negare spazio, o addirittura a censurare, come fa Facebook, tutte le opinioni sulla pandemia difformi da quelle mainstream. A riguardo, come giornalista mi limito ad un’amara osservazione: fu grazie a questa storica propensione al servaggio della nostra informazione che un provincialotto ignorante come Mussolini poté fare il dittatore per vent’anni e infilarci in quattro guerre, delle quali una globale e per noi catastrofica.

E, infine, vengo all’articolo 32 che sancisce la libera adesione, o meno, ad un trattamento sanitario che non può essere imposto se non nei casi previsti da una legge che, nel nostro Paese, parlando dell’obbligo vaccinale, non esiste ancora perché il Parlamento non l’ha mai votata. Sicché la Costituzione sancisce il diritto del cittadino di rifiutare alcune terapie mediche e la vaccinazione è certamente una di queste, poi si può essere d’accordo oppure no con i no vax, ed io non lo sono, però chi non vuole vaccinarsi, e lo sostengo da plurivaccinato, deve avere la possibilità di rifiutare l’inoculazione perché, come sostenuto dal professore Marcello Veneziani sul quotidiano La Verità di ieri, dove è assente l’alternativa sono assenti anche democrazia e libertà.

Mentre sempre più perplesso mi aggiravo nell’oscura selva degli stravolgimenti costituzionali, ho lanciato uno sguardo di speranza verso il palazzo del Quirinale per vedere se l’inquilino che lo abita, che peraltro è un giurista e che dovrebbe essere il supremo garante della Costituzione, si stia almeno scandalizzando un po’ per quanto sta accadendo da un anno a questa parte.

 Non lo avessi mai fatto, perché se prima ero in apprensione per le sorti della nostra democrazia, ora dispero che essa si possa salvare con i pannicelli caldi, e ve ne spiego anche il perché.

Ieri, durante l’annuale scambio di auguri con i rappresentanti delle istituzioni, il presidente della repubblica ha detto, tra le altre cose, che si sta dando “Troppo risalto mediatico ai no vax”. Ebbene, prima di andare avanti, vorrei ricordare al presidente Mattarella che se oggi v’è gente che nega l’utilità del vaccino, lui appena diciannove mesi fa negava addirittura il virus! E sì, forse il presidente ha dimenticato che mentre quei “fascistoni” dei governatori del Nord invocavano dal governo Conte Due l’adozione immediata di misure protettive per arrestare il virus proveniente dalla Cina lui, dopo che era stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale da una settimana, il 6 febbraio del 2020 se ne andò – in silente eppure rumoroso dissenso con i suddetti fascistoni – a visitare miratamente una scuola romana dell’Esquilino con un’alta presenza di bimbi cinesi per lanciare – così scrisse La Repubblica – un messaggio rassicurante e antirazzista. E invece, appena il mese dopo, iniziarono a partire da Bergamo le autocolonne militari per portare alla cremazione le salme delle migliaia di morti provocati dal virus cinese.

E, poi, sostenendo che viene dato troppo risalto mediatico ai no vax, il presidente ha dettato di fatto  una linea operativa ai media che non chiedono di meglio che farsi solerti servitori del potere, dimenticando – lui, il supremo garante della Costituzione – che i no vax, rifiutando il vaccino, non fanno altro che esercitare un diritto costituzionale e che, se i media staranno davvero  ad ascoltarlo, come temo che faranno, tradiranno anch’essi un dovere costituzionale su suggerimento – si pensi – di colui che la Costituzione dovrebbe difenderla!

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