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Non potrà finire che a pesci in faccia

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Invece di indulgere con i flash mob radical – chic, peraltro illegali e pericolosi per l’ordine pubblico, il PD che rispetto al M5S un futuro politico per quanto gramo ancora ce l’ha, si mettesse a redigere programmi o, almeno, ad organizzare sagre di ciccioli e Lambrusco nella provincia emiliano-romagnola, di polpo affogato con le freselle sulla riviera sorrentina-amalfitana, e forse qualche operaio, o qualche disoccupato, o qualche sfrattato, riuscirà  ancora a coinvolgerlo
– Enzo Ciaraffa –

Nel corso della campagna elettorale per le elezioni politiche del 2013, Beppe Grillo fece una promessa piuttosto impegnativa agli elettori italiani che, esasperati dal magna – magna imperante, gli credettero: «Se noi entriamo in Parlamento l’apriremo come una scatola di sardine». Poi i suoi seguaci in Parlamento ci entrarono per davvero e per davvero aprirono la scatola di sardine… ma soltanto per infilarvisi loro rapidamente dentro!

A distanza di sei anni da quella fatidica promessa, stavolta a rinnovare il mantra delle sardine sono stati quattro giovani della Bologna bene i quali, lo scorso 14 novembre, per protestare, e non se ne capisce il perché, contro la presenza di Matteo Salvini al Paladozza di Bologna, hanno organizzato un flash mob in Piazza Maggiore che pare fosse di 12.000 sardine, come essi stessi si sono definiti.

È inutile dire che, nonostante i profili d’irregolarità e di pericolosità per la sicurezza e l’ordine pubblico di queste manifestazioni, il PD vi ha subito messo il cappello, dimentico che la sardina è un pesce a buon mercato molto deperibile che, se non cucinato in tempo, inizia a puzzare. Infatti, appena quattro giorni dopo la kermesse ittica di Bologna, molte sardine devono essere, evidentemente, rimaste in frigo perché a Modena, dove pure era presente Salvini, esse si sono ridotte della metà. Ci riproveranno, dicono, a Rimini, a Reggio Emilia e, il prossimo 21 novembre, a Sorrento. Qui, per orgoglio territoriale, gli organizzatori del flash mob si sono dati il nome di fravaglia, ovvero di quei piccoli pesci di molte specie – talmente piccoli che è fuorilegge andare a pescarli – che vengono mangiati infarinati e fritti. Il termine fravaglia, però, per chi non lo sapesse, nel napoletano sta ad indicare anche un’eterogenea combriccola di mascalzoni.

Ebbene, se il PD avesse una classe dirigente seria e con un minimo di capacità di analisi, avrebbe capito che lo scemare del numero delle “sardine” di Modena (183.000 abitanti) rispetto a quelle di Bologna (391.000 abitanti) era legato al fatto che, in Emilia, la sinistra è vincente nelle città capoluogo ma perdente in provincia come peraltro attestato dagli istituti di ricerca. Stessa cosa accadrà in Campania, feudo di quello che è diventato il nuovo Achille Lauro, il dispensatore di sussidi don Giggino Di Maio, dove il PD rimarrà schiacciato nello scontro tra il M5S e il Centrodestra, appoggiato da un establishment locale stanco dei tanti improvvidi   Masaniello alla De Luca e alla De Magistris.

Pertanto, invece di indulgere in flash mob radical – chic, il PD che per quanto gramo un futuro politico rispetto al M5S ancora ce l’ha, si mettesse a redigere programmi urgenti per un Paese alla canna del gas e, magari, ad organizzare sagre di ciccioli e Lambrusco nella provincia emiliano-romagnola, di polpo affogato con le freselle sulla riviera sorrentina-amalfitana, e forse qualche ideologo vecchia maniera, qualche  operaio, o qualche disoccupato, o qualche sfrattato, riuscirà ancora a coinvolgerlo.

Sì, perché il padre di tutti i drammi del PD e della galassia di Sinistra, dalla Bolognina ad oggi, è quello di non essersi accorti di non essere più una Sinistra.

Chi vincerà alla fine in questo bailamme da mercato del pesce? Questo non lo sappiamo, di certo non la democrazia, di certo non i governanti con la G maiuscola, di certo finirà con il volo finale di tanti turbo-pesci, della serie “Addò coglio  coglio”.

E non è detto che i i turbo – pesci saranno innocue sardine, perché appresso ai pesci piccoli, di solito, corrono gli squali.

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