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Panem et applicationes

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Siccome non erano contenti dei loro già consolidati fallimenti nel campo dell’informatica i politici al governo, sempre sull’orlo degli infuocati abissi dell’inefficienza, hanno deciso di fare un passo in avanti nel campo, con la cosiddetta lotteria degli scontrini. Abbiamo così appreso che scaricando un’altra App definita Cashback, dovremmo aver garantiti dei rimborsi sugli acquisti effettuati mediante pagamenti con carta di credito al posto del bieco contante di matrice fascio-borghese
– di Cybergeppetto –

Panem et circenses, letteralmente pane e giochi, che ai tempi della civiltà romana era la formula del benessere popolare e quindi politico: distribuzione di generi alimentari, bagni e terme pubbliche da un lato, gladiatori, belve esotiche, corse coi carri, competizioni sportive e rappresentazioni teatrali dall’altro lato. Fin qui la citazione dal sito www.capitolium.org che descrive il funzionamento della politica ai tempi dell’imperio di Roma. Bisogna ammetterlo, anche se molta acqua è passata sotto i ponti, non si direbbe che i disvalori fondanti della res publica latina siano cambiati anche se, complessivamente, il livello dei servizi offerti ai cittadini italiani di oggidì sembra essere di parecchio inferiore a quelli offerti dalla caput mundi. A Roma i consoli e, più tardi, gli imperatori, davano effettivamente da mangiare ai cittadini che si sentivano orgogliosi di appartenere alla civiltà romana tanto da esclamare, ad ogni piè sospinto, “Civis romanus sum

Bisogna proprio ammetterlo che oggi le cose non vanno meglio rispetto ad allora, anzi, considerando vari campi dei servizi pubblici, il confronto non appare positivo per la classe dirigente, perché sia il panem che le sopravvenute applicationes risultano essere ambedue piuttosto scarsi. Nell’orbe latino esistevano luoghi di divertimento, le cui vestigia ancora oggi si trovano in varie parti d’Europa e Africa. Oggi la situazione è cambiata, la rivoluzione digitale ha ridotto la distanza tra governanti e governati, sicché non c’è più bisogno di assembramenti al Colosseo per ottenere il consenso popolare. Adesso è molto più facile rincoglionire i cittadini con trasmissioni tipo il “Grande Fratello” e “Che tempo che fa”, ma sia le cose che appaiono stupide, sia le cose che appaiono serie hanno lo stesso scopo: lavarci il cervello. Ma non basta, le catene della schiavitù di oggi si chiamano anche App, le applicazioni che scarichiamo sui nostri telefonini e che ci legano al potere molto di più di quanto immaginiamo; l’unica cosa che ci salva è il fatto che con le App i nostri governanti non ci sanno proprio fare. Pensate, solo quest’anno siamo al terzo episodio di loro fallimento digitale.

Durante il primo periodo di clausura collettiva per il lockdown molti di noi hanno aspettato con ansia di poter comunicare con il sito dell’Inps ma, come ricorderete, appena fu dato il via all’operazione di richiesta in forma digitale di sussidi, il sistema smise di funzionare come i nostri vecchi computer il cui schermo diveniva blu con una terribile scritta bianca “Fatal error!”. Si disse che erano stati gli hacker, ma era chiaro che nessuna applicazione è in grado di resistere all’utenza, se non si hanno sufficienti risorse informatiche.

Nel frattempo attendevamo che arrivasse l’App Immuni che ci avrebbe protetto dall’epidemia attraverso il tracciamento della nostra vita: teorizzata in marzo, è arrivata a giugno ma non ha funzionato fino a settembre! E, nonostante le toppe e le campagne per farla scaricare ai cittadini, si è risolta in un gran casino in cui non ci capisce niente nessuno, in primis il Ministero della Salute.

Siccome non erano contenti dei loro fallimenti, i politici al governo sempre sull’orlo dell’abisso dell’inefficienza, hanno deciso di fare un passo in avanti con la cosiddetta “lotteria degli scontrini”. Abbiamo così appreso che scaricando un’altra App che credo sia definita Cashback, dovremmo avere garantiti dei rimborsi sugli acquisti effettuati con pagamenti mediante carta di credito, al posto del fetido contante di matrice fascio-borghese.

Ieri, nel giorno dell’Immacolata Concezione, anche chi non è religioso avrebbe potuto pensare a cose più lievi invece di mettersi a litigare con il solito bidone digitale del governo. Nel prendere atto che il Codacons definisce questa ennesima App come un fallimento totale, cerchiamo di prendere buona nota di questo ulteriore elemento di disdoro per una classe dirigente che è misericordioso definire inetta.

Io, peraltro, non voglio il panem e nemmeno le applicationes del governo, ma soltanto la possibilità di procurarmi da me ciò di cui ho bisogno.

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