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Perché Berlusconi al Colle non sarebbe un affare per il Centrodestra

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Berlusconi
Con Silvio Berlusconi assiso al Quirinale assisteremmo, per sette anni, al più grande bombardamento di cacca mediatica che la storia dell’informazione ricordi.  Sicché, quel poco di credibilità internazionale che l’Italia si sta costruendo con Draghi (un banchiere che continuiamo a non amare), se ne andrebbe a ramengo. Infatti, la Sinistra e i media, che ormai vivono di scandalismo, avrebbero soltanto l’imbarazzo di scegliere quale pitale lanciargli addosso ogni giorno del suo settennato

– Enzo Ciaraffa –

Correva l’anno 1948 e, esattamente come oggi, erano in atto i traccheggiamenti per designare il nuovo presidente della repubblica. Nella circostanza l’allora capo del governo, Alcide De Gasperi, fu costretto a porre un interro­gativo ai suoi collaboratori: «E adesso che cosa ne facciamo di Sforza?». Perché la domanda? Era successo che, per quanto De Gasperi ne avesse sostenuto la candidatura per la presidenza della repubblica al posto di Enrico De Nicola, il ministro degli Esteri Carlo Sforza fu costretto a ritirarsi dalla competizione poiché non riuscì ad avere i voti necessari in Parlamento anche a causa di alcune storie goderecce, di letto insomma che erano venute fuori. In realtà quelle di Sforza erano state storie che, a confronto dei bunga-bunga nella villa di Arcore di Berlusconi che fino a qualche anno fa hanno agitato il mondo politico italiano, potevano definirsi un capolavoro di grande signorilità e di discrezione. Oggi, invece, da più parti si propone l’elezione di Berlusconi al Quirinale, un politico a dir poco chiacchierato e che, stando alle rivelazioni fatte dall’ex olgettina Marysthell Polanco, avrebbe avuto addirittura rapporti sessuali con delle ragazze minorenni.

Orbene, per quanto nutriamo fondati dubbi sul ruolo super partes tenuto dal Quirinale nella politica italiana da Oscar Luigi Scalfaro ad oggi, non abbiamo, purtuttavia, niente da scrivere sulla eventuale “presentabilità” di Scalfaro, Ciampi, Napolitano e Mattarella alle massime assise dello Stato. Oddio, è pur vero che Scalfaro non ha mai spiegato perché si faceva dare 100 milioni al mese dai servizi segreti quando era ministro degli Interni, e che Giorgio Napolitano, quando era parlamentare europeo, fu beccato all’aeroporto di Bruxelles a taroccare le spese di viaggio rimborsabili… italico, diffuso arrangiarsi. Ma da questo a fare della propria carica politica e dei palazzi istituzionali un lezzoso bordello, ne corre!  

Per carità, non crediamo di possedere i titoli giusti per poterci mettere a fare i moralisti sessuali dei politici i quali, in fondo, sono soltanto la nostra immagine speculare, certo è che il degrado del dibattito politico è arrivato a livelli davvero infimi. Basti pensare che i leader, ormai, invece di preparare piani e soluzioni per il bene del Paese che ambiscono a governare, passano la maggior parte del loro tempo a ravanare nei social per cogliere in qualche fallo di comunicazione gli avversari. La Lega aveva addirittura un professionista addetto a tale scopo, il defenestrato Luca Morisi detto anche “la Bestia”. Sennonché sputtana tu, sputtano io in nome dell’asfissiante politicamente corretto, anche uno sbadiglio fuori posto è diventato, a seconda dell’interpretazione di comodo che se ne dà, sinonimo di appartenenza alla Destra oppure alla Sinistra, di essere fascista o antifascista… bei tempi quelli in cui in Parlamento gli onorevoli degli opposti schieramenti si prendevano a cazzotti per decidere se l’Italia doveva aderire all’Alleanza Atlantica oppure no!

Quello che una classe politica d’infima caratura come la nostra non vuole capire è che il politicamente corretto è come una palla su di un piano inclinato: acquista velocità man mano che scende senza guardare in faccia a nessuno. Mi spiego. Fino a poco tempo eravamo capaci di ridere dei nostri tic, vizi e abitudini, tant’è che molti umoristi e vignettisti sono diventati famosi divertendosi (e divertendoci) a metterli in evidenza: la gobba di Andreotti e il piglio ducesco di Craxi fecero la fortuna di Forattini. Oggi, invece, guai a fare una semplice allusione all’avvenenza di una donna oppure di indirizzarle un fischio di ammirazione come facevamo in gioventù noi vecchietti: si viene crocifissi sulla pubblica piazza social come sessista, maschilista, irrispettoso della dignità femminile e di tutte quelle auree stronzate recanti il marchio del politicamente corretto targato Pd. Non immaginavamo proprio che il dire “bella” a una donna costituisse offesa. Ma alla Sinistra, che ne è stata l’ideatrice, l’evoluzione savonaroliana del politicamente corretto si sta rivoltando contro e le sta bene. È accaduto, infatti, che una vignetta ironica pubblicata sul suo profilo Facebook dal presidente della provincia di Terni e riguardante un dialogo tra due donne con goliardiche allusioni sessuali che a noi, in verità, ricordano soltanto un seme alimentare, il pisello, abbia scatenato un putiferio di polemiche da parte del Centrodestra che, specialmente dopo la batosta alle ultime amministrative, ne avrebbe di cose importanti alle quali dedicarsi.

Ecco, con questo clima immaginate Silvio Berlusconi assiso al Quirinale: per sette anni assisteremmo al più grande bombardamento di guano mediatico che la storia dell’informazione ricordi! Sicché, quel poco di credibilità che l’Italia si sta costruendo all’estero con Draghi (che beninteso continuiamo a non amare), se ne andrebbe – si può ancora dire? – a puttane. Infatti, la Sinistra e i media, che ormai vivono di scandalismo, avrebbero soltanto l’imbarazzo di decidere quale pitale lanciargli addosso in ogni giorno del suo settennato. Vediamo, i sessanta processi penali? La vicenda di Ruby rubacuori l’egiziana? La storia di Noemi la napoletana? La culona inchiavabile riferito alla cancelliera tedesca Angela Merkel? L’igienista dentale, Nicole Minetti, assurta a consigliere regionale perché, dissero, aveva un seno prosperoso? La registrazione delle telefonate piccanti tra Berlusconi e alcune “ministre” di suoi governi? Eppure, all’ipotesi di una eventuale elezione di Berlusconi al Colle, il Centrodestra ha risposto subito sì… poi da quelle parti si stupiscono quando perdono le elezioni perché il loro elettorato se ne sta a casa invece di andare a votare.

Ma anche il Centrosinistra deve fare attenzione alla scelta del candidato per il Quirinale, perché pure da quelle parti (soprattutto da quelle parti perché hanno amministrato per più tempo del Centrodestra…) si sono avuti ruberie e smutandamenti che, se in futuro potrebbero contare sull’acquiescenza dei media nazionali proni, di certo non sfuggirebbero a quelli esteri perché, chi pretende dagli altri una limpida fedina morale e sessuale, quella sua deve essere quantomeno immacolata.

Ma sappiamo già che non sarà così neppure con l’elezione di un passabile presidente della repubblica come, azzardiamo, Pierferdinando Casini che nella sua vita ha cambiato più partiti che pedalini, o Giuliano Amato che, come fanno i ladri, amava entrare di notte nei nostri risparmi bancari. Come dire che neppure loro due potrebbero, eventualmente, esibire una fedina politica del tutto immacolata.

E d’altronde, in Italia l’unica Immacolata che conosciamo è quella che la Chiesa ricorda l’8 dicembre.

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