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Perché disprezzo la Sinistra italiana

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Nonostante le sue pretese progressiste, dove governa la Sinistra regrediscono quelle libertà che del progresso sono l’indispensabile presupposto. Quando, invece, il contesto politico internazionale, come l’appartenenza all’Alleanza Atlantica nel caso italiano, e il ripetuto responso delle urne non le consentono di esercitare direttamente il potere, essa è comunque in grado di avviluppare le strutture del sistema democratico in una ragnatela di complicità e condizionamenti che vanno dall’instaurarsi della dittatura del politically correct, alla manipolazione dell’informazione, agli strusciamenti con la Chiesa e, Palamara docet, con la giustizia
– Enzo Ciaraffa –

Come tutti i liberali, nella mia vita non ho avuto un preciso partito politico di riferimento sicché – a seconda delle circostanze storiche e politiche – ho votato di volta in volta la Democrazia Cristiana, il Partito Liberale di Malagodi, il Partito Repubblicano di Ugo La Malfa, il Movimento Sociale di Almirante, il Partito Socialista e, lo confesso, perfino il Silvio Berlusconi degli esordi, quando m’illusi che egli potesse realizzare la rivoluzione liberale. Come si evince subito, non ho mai votato per il Partito Comunista Italiano e successivi derivati.

Oggi, quando si espone un punto di vista controcorrente, va di moda farlo in maniera sfumata e pronti, in caso di attacchi da parte del politicallly correct, a chiedere scusa o a ritrattare quanto si è poco prima sostenuto. Io, però, e lo dichiaro fin da subito, non ritratterò neppure una parola e non chiederò scusa a nessuno dopo avere confessato di provare un profondo disprezzo per la Sinistra italiana. Ma proprio perché d’indole liberale, il mio è da intendersi come disprezzo storico e culturale per un’ideologia, non certo diretto alle persone che in buonafede l’hanno professata o ancora la professano. Disprezzo storico perché la Sinistra si dice fiera di discendere da quel comunismo che nella sua applicazione pratica ebbe molti punti in comune – troppi – col nazismo, come ha stabilito anche il Parlamento Europeo nel 2019.

Disprezzo culturale perché, nonostante le sue pretese progressiste, dove governa la Sinistra regrediscono quelle libertà che del progresso sono l’indispensabile presupposto. Dove, invece, il contesto politico internazionale, come l’appartenenza all’Alleanza Atlantica, e il responso delle urne non le consentono di esercitare direttamente il potere, essa è comunque in grado di avviluppare le strutture del sistema democratico in una strettissima ragnatela di complicità e condizionamenti che vanno dall’instaurarsi della dittatura del politically correct, alla manipolazione dell’informazione e, dove può, della giustizia: Palamara docet.

Ma consentitemi di partire da lontano.

Vidi la luce nell’immediato dopoguerra in una famiglia media italiana dove mio padre, un ex Carabiniere monarchico e antifascista che aveva partecipato alla lotta di liberazione, per mantenere agli studi tre figli, non sempre poteva concedersi un pacchetto di sigarette, e una mamma che, nonostante le nostre dignitose ristrettezze, riusciva a farci mangiare tutti i giorni. Ebbene, in questa famiglia così “normale” per i tempi, fui allevato nel culto di valori quali l’onore, la fedeltà e l’amore verso la Patria, ciò nonostante aleggiasse intorno a noi un clima che induceva a celare certi valori perché, prepotente, stava montando la retorica della Liberazione, secondo la quale furono i partigiani a liberare l’Italia dal nazifascismo e non gli Alleati al prezzo di oltre 80.000 soldati caduti.

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Eppure mio padre, un monarchico che leggeva anche l’Unità, non rinnegò mai per comodità i suoi convincimenti politici, né rinunziò alla fede per il re “…che non lo aveva sciolto dal suo giuramento di Carabiniere Reale” e fu per sempre un probo cittadino monarchico della repubblica italiana. Per completare il quadro ideale del primo maestro della mia vita, devo dire che durante la nostra vita insieme vidi mio padre mangiare sempre con un vecchio cucchiaio militare di alluminio che si era portato dalla guerra, era il suo modo di ricordare i commilitoni che non furono fortunati come lui di sedersi ancora a tavola con le famiglie, non essendo più tornati dai campi di battaglia dell’Africa Orientale e della Grecia.

Ispirati da un tale esempio, noi figli assimilammo e facemmo nostri quei sentimenti, anche quando questo ci faceva correre il rischio di essere scambiati per dei nostalgici del fascismo e, magari, prenderci qualche sprangata dalle mammolette che militavano nel Movimento Studentesco di estrazione sinistrorsa. Siccome in quegli anni andavano di moda ben altre bandiere, spesso a noi studenti non allineati fu impedito perfino di partecipare alle manifestazioni civiche inalberando il Tricolore, ciò perché la Sinistra delle bandiere rosse ebbe in uggia il nostro vessillo nazionale molto prima della Lega Nord di Bossi.

In quegli anni, noi militari di carriera fummo spesso oggetto di contestazioni, oltre che destinatari di gestacci e sputi, il che ci rendeva particolarmente infelici parchè a prodursi in tale esercizio erano, pensate, altri italiani. Ricordo che, benché in abiti borghesi, una sera fui perfino cacciato, devo dire senza eccessi per una volta, da un cinema dove incuriosito mi ero recato per pacificamente assistere a una manifestazione del Partito Comunista, perché “… sei venuto a spiare; sei un Carabiniere e lo si vede dai capelli corti”. Non provai neppure a spiegare ai katanghesi del servizio d’ordine del PCI che, oltre a non essere un Carabiniere in borghese, ero un normale cittadino che, come solitamente avviene in ogni rispettabile democrazia, tentavo di comprendere le ragioni degli altri.

Sta di fatto che a quel tempo dovetti vivere in semi clandestinità i miei sentimenti patriottici, per colpa della pavidità delle istituzioni, le militari incluse, e dell’arroganza di una forza politica che voleva conquistare il potere anche a costo di piantare la bandiera rossa su di un cumulo di macerie e di morti, che puntualmente arrivarono nella diuturna lotta tra le forze dell’ordine e le piazze sobillate dalla Sinistra e spesso anche dalla Destra. Poi fu la volta di un’altra cellula impazzita del movimento comunista, le famigerate Brigate Rosse, che nel periodo 1974 – 2000 gambizzarono, uccisero e rapirono 87 persone. Con minore “efficienza”, ma altrettanto devastanti, si rivelarono le Brigate Nere.

Però, mentre gli ispiratori dei terroristi neri furono tenuti lontani dal potere grazie al cosiddetto arco costituzionale, i padrini dei terroristi rossi occupavano (e in parte ancora occupano) i gangli vitali del potere reale come la magistratura, le redazioni dei giornali, le ASL, le direzioni ministeriali, i sindacati e perfino le associazioni no profit. Sicché chiunque andava al potere, e non fosse “rosso”, non durava molto e, con il benestare del Quirinale che da almeno trent’anni è ad appannaggio della Sinistra, veniva fatto cadere per essere sostituito con personaggi presi apparentemente fuori dalla politica come Ciampi, Dini, Monti, Conte e Draghi, esautorando del tutto o in parte un Parlamento imbelle.

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Ma la vera pericolosità della Sinistra di oggi rispetto a quella più dogmatica del passato è la sua “liquidità”, ossia la capacità di sostenere tutto e il contrario di tutto con disinvoltura, di sposare qualsiasi luogo comune fino al punto di concepire la gestione di una pandemia in chiave ideologica, dopo averla negata con parole d’ordine che oggi suonano sinistramente beffarde: la mascherina è inutile, la mascherina è obbligatoria, il virus cinese non esiste è un’invenzione dei fascisti, abbracciamo un cinese, aperitivi antipanico sui Navigli, Bergamo non si ferma, Milano non si ferma, l’Italia è pronta. E queste furono soltanto alcune delle parole d’ordine fatte circolare dalla gens di Sinistra mentre montava la più grande epidemia globale dell’ultimo secolo. Il comico, se non fosse tragico, è che adesso quelle stesse persone danno del negazionista a coloro che rinfacciano tali follie, il cui risultato è catastroficamente chiaro: oltre 123.000 morti da Covid-19 fino ad oggi!

Qualsiasi classe dirigente, anche la più sgangherata, dopo una tale carneficina si sarebbe come minimo dimessa e invece, per buona parte, essa è ancora al proprio posto perché, come ho detto prima, la Sinistra italiana gode di buona stampa, di buona Chiesa, di buona magistratura e, quel che è peggio, ha potuto contare sulla paura degli italiani che, in preda al terrore della morte, hanno barattato la salute con la libertà, perdendo così sia la prima che la seconda. Tant’è che oggi siamo governati da un Tizio non scelto dal popolo e neppure dal Parlamento, che al massimo ha avallato la decisione di un signore che, per dettame costituzionale, è irresponsabile “Degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni”. Mi riferisco al canuto e apparentemente mite presidente della repubblica, sperando che questo si possa ancora dire senza trovarsi i Carabinieri a casa come è accaduto al professor Angelo Gervasoni ordinario di storia contemporanea presso l’Università degli Studi del Molise.

Ma se, in qualche maniera, riuscirò a sottrarmi alle grinfie del Covid-19 e dei Carabinieri, sono pressoché certo che – a meno di non ribellarci tutti insieme – non scamperemo alla “soluzione finale” che ha in mente la Sinistra per distruggere perfino il ricordo dell’Italia. A riguardo potrei parlare della vergognosa gestione dell’immigrazione clandestina ormai fuori controllo, dei sussidi concessi a gente che è entrata illegalmente nel nostro Paese, delle regole sanitarie restrittive che valgono per noi e non per loro, dello ius soli.

Ma sarebbe inutile, perché temo che il programma distruttivo della nostra identità non potrà fermarlo più nessuno ormai. Basti soffermarsi sul fatto che la Sinistra, mentre da un lato si fa vindice di tutte le manifestazioni ambientaliste per salvare, dice, la vita sulla terra, dall’altra va propugnando bislacche teorie sessuali, come il gender fluid e aberrazioni simili che, essendo pratiche prive della capacità di generare, qualora dovessero affermarsi su larga scala, condannerebbero il genere umano alla progressiva estinzione. Poi la Sinistra va blaterando sui diritti e sulla dignità delle donne mentre si fa promotrice dell’utero in affitto, quello delle disgraziate che, per necessità, concepiscono un figlio per poterlo vendere a coppie di gay che lo adottano. Insomma, la Sinistra vorrebbe salvare il pianeta terra dallo smog ma se ne frega del rischio di estinzione biologica del genere umano.

E concludo ritornando da dove sono partito: dopo tutto questo, come fa un italiano libero pensatore a non provare un profondo disprezzo per una concezione politica, oserei dire per un ideale di vita, che sta facendo la pulizia etnica della nostra identità e dei nostri valori democratici?

D’altronde i primi risultati su cui basare questo criminale disegno la Sinistra di governo li ha già ottenuti grazie al virus cinese, se consideriamo che in un colpo solo, esasperando il concetto di contagio, è riuscita a mettere sotto controllo la capacità di aggregazione di giovani e adulti. Come dire che ormai può chiuderci dentro a suo piacimento, può perfino impedirci di contestarla in piazza perché ha proibito gli assembramenti, grazie anche alla Lega che, per gestire un po’ di soldi del Recovery Fund, si è fatta mettere la museruola.

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