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Populisti e sovranisti, i martiri del futuro prossimo

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L’acquisizione e la preservazione della sovranità nazionale sono state l’obiettivo dei popoli tesi alla conquista della libertà. Tutti i movimenti d’indipendenza, infatti, a partire dal nostro Risorgimento, si batterono proprio per l’acquisizione della sovranità nazionale. Che cosa v’è di sbagliato in queste due aspirazioni che, a ben vedere, reggono ordinatamente gli Stati?
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Apprendiamo dall’enciclopedia Treccani che il populismo fu “Un movimento politico-culturale russo, che si sviluppò tra la fine del secolo XIX e l’inizio del XX, aspirante a una sorta di socialismo rurale, in opposizione al burocratismo zarista e all’industrialismo occidentale”. E, cosa che la Treccani non dice, il populismo nacque per opporsi innanzitutto alla servitù della gleba che fu abolita, pensate, in Russia quando a Londra entrava in esercizio la prima metropolitana al mondo.

L’enciclopedia Larousse, invece, ci informa che il sovranismo è “Una dottrina politica che sostiene l’acquisizione o la preservazione della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in contrapposizione alle istanze e alle politiche delle organizzazioni internazionali e sovranazionali”.

L’acquisizione o la preservazione della sovranità nazionale non sono state le prime tappe del progetto di tutti i popoli combattenti per la conquista della libertà? I diversi movimenti d’indipendenza nazionale – a partire dal nostro Risorgimento – non lottarono anch’essi proprio per l’acquisizione della sovranità nazionale? Che cosa, dunque, v’è di pericoloso in queste due aspirazioni popolari che, a ben vedere, reggono ordinatamente gli Stati moderni? Perché fasce sempre più ampie dei cittadini di molti Paesi starebbero diventando populisti e/o sovranisti?

Potremmo iniziare col dire che il cittadino del terzo millennio non ci sta più ad essere un’anonima bollicina di quell’informe blob che chiamiamo globalizzazione, che si sostanzia in Stati che curano di applicare innanzitutto i diktat di sovraorganismi come l’Unione europea, il Fondo monetario internazionale e le agenzie di rating, che hanno avuto nell’euro (che è a cambio fisso…) la loro garanzia. Pertanto, il compito che si trova ad assolvere l’euro quale moneta unica è abbastanza infame, perché esso deve servire ad agevolare principalmente l’operazione di scarico degli squilibri e della perdita di competitività commerciale sul lavoro e sui lavoratori, i quali, dovendo difendersi da una mano d’opera a basso costo proveniente dai flussi migratori – complice anche un sindacato che non dà segni di vita dagli anni Novanta – sono stati costretti a buttare giù molti bocconi amari. La cancellazione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori è stato soltanto uno di quei bocconi. Va da sé che, stando così le cose, un popolo teso a conservare la propria identità e sovranità, è un nemico mortale per l’attuale sistema di potere.

Berlino 1939, Patto d’acciaio Germania-Italia

Ed ecco che dal cilindro dell’oligarchia politica e finanziaria sono uscite fuori le due paroline magiche: populismo e sovranismo, non preoccupandosi essa neppure della protervia e delle contraddizioni. È di qualche giorno fa una contraddizione fresca, fresca. Dopo che Di Maio e Salvini hanno tirato fuori il problema del signoraggio della Francia sulle monete di molti Stati africani, la cancelliera tedesca e il presidente francese si sono incontrati ad Aquisgrana dove hanno definito il nuovo Patto d’Acciaio che, praticamente, sancisce la fine dell’Unione europea e la nascita di un asse politico Berlino-Parigi. Infatti, l’accordo “Aquisgrana 2”, ha stabilito che i rappresentanti di Francia e Germania, prima di ogni vertice europeo, s’incontreranno da – soli! – per decidere la posizione da assumere e, soprattutto, per consolidare gli interessi comuni in seno al Consiglio europeo. Possiamo dire anche che, sia pure soltanto in senso operativo, i maggiori anti populisti europei, hanno gettato le basi per una riedizione della maggiore aspirazione dei vituperati populisti: un’entità, nel caso specifico una sorte di super Stato a due, intenzionato ad operare autonomamente dall’Ue quando occorrerà. Insomma ad Aquisgrana è avvenuta una parziale DFexit senza oneri e, soprattutto, senza referendum. E non è questo il peggiore e più pericoloso dei sovranismi?

Ovviamente pochi hanno scritto che il nuovo Patto d’Acciaio, oltre a mandare in discarica l’Unione europea, oltre a rafforzare economicamente Francia e Germania a spese degli altri Paesi dell’Unione, risponde ad una precisa contingenza: offrire una sponda a Macron, giunto ai minimi storici nel gradimento dei francesi, il quale, in cambio, appoggerà la richiesta tedesca di entrare a far parte del Consiglio di sicurezza dell’Onu, avversata questa anche dall’Italia, oltre agli altri Stati. Ma la Germania ha fatto anche un altro favorino a Macron… il giorno dopo Aquisgrana ha “castigato” l’Italia annunciando che si ritirerà dalla famigerata Operazione Sophia, quella task force navale messa insieme dal governo Renzi e dall’Unione europea per poter scaricare in Italia tutti i migranti raccolti nel Mediterraneo. Stavolta, però, nonostante le diverse sfumature, i soci nel governo hanno risposto alla protervia tedesca con una sola voce: «E nuie ce ne futtimmo!».

Tutto ciò che sta accadendo sotto i nostri occhi non sembra così difficile da mettere in sistema col “sistema”, eppure nella guerra diplomatica che il governo pentastellato ha dichiarato alla cupola di potere ormai esistente nell’Unione europea, le opposizioni si sono schierate a favore della cupola e contro il loro Paese. E se ne capisce anche il perché: quella cupola-sistema foraggia tutti, partiti, Chiesa, banche che per tenere i nostri soldi si fanno pure pagare, sedicenti artisti, registi da oratorio, Ong, enti inutili, sindacati e giornali, che non vendono più perché sono venuti meno alla loro funzione d’informare con correttezza, e soprattutto offre possibilità di andare al potere ai non eletti dal popolo ma graditi alla cupola europea.

Capite, adesso, perché in Europa chi non canta nel coro della nuova “dittatura del sistema” di marca franco-germanica diventa un ottuso populista e un pericoloso sovranista? Capite, adesso, perché alcuni politici, tutto sommato di modesta caratura come quelli attualmente al governo in Italia, stanno mettendo in fibrillazione l’assetto dell’Unione europea? Capite, adesso, perché – in merito ai profughi della nave Diciotti – il tribunale di Catania vuole caparbiamente perseguire Salvini per sequestro di persona? A questo punto, anche una guardia confinaria che blocchi un contrabbandiere potrebbe essere accusata del medesimo reato. La verità è che il “sistema” sta cercando di eliminare Salvini con ogni mezzo giudiziario, mediatico e politico perché, una volta fatto fuori lui, potrà mettere insieme un ennesimo governo di solidarietà nazionale tra M5S, Pd e volenterosi vari.

È prevedibile che, perdurando questo sistema di potere che tende ad utilizzare leggi, norme e mezzi mediatici ad usum Delphini ed a ridurre in schiavitù tecnica ed economica i cittadini, prima o poi avverrà la sollevazione globale spontanea, sul modello dei gilet gialli francesi. E quando questo accadrà – perché accadrà! – i nostri posteri incominceranno a guardare con affetto a quelli che saranno diventati i nuovi martiri della libertà in ogni sua espressione, i cosiddetti sovranisti e populisti di oggidì.

Foto in evidenza: Aquisgrana 2019, Patto d’acciaio Germania-Francia
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