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Quando i governanti sono modesti e pure sfortunati

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A proposito delle voci che davano per spacciata la Banca Popolare di Bari, Conte dichiarò ai media che al momento non vi era necessità di intervenire con nessuna banca. Nel pomeriggio la Banca d’Italia comunicò che, invece, l’istituto barese era fallito per l’ammanco di un miliardo di euro. Alla sera così, sempre di quello stesso giorno, il premier dovette convocare un consiglio dei ministri straordinario per salvare la banca che appena al mattino, secondo la sua narrazione, non aveva problemi. E tutto ciò in meno di ventiquattrore, un vero portento non c’è che dire
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Tra serietà e facezia, nonostante non sempre riusciamo a capire quale debba essere la giusta predisposizione d’animo quando parliamo del governo in carica, lo scorso 10 novembre trattammo le ragioni della sfiga attribuita al premier Giuseppe Conte dai suoi detrattori che, almeno in Italia, non sono pochi. Nella circostanza cercammo di capire il perché di certe suggestioni e, in verità, trovammo delle coincidenze abbastanza inquietanti come ad esempio il fatto che, ogni qualvolta l’attuale premier faceva delle dichiarazioni politiche miranti a rassicurare gli italiani, accadeva sempre che qualcuno o qualche evento poi lo andasse a smentire e si avverasse l’esatto contrario.

Infatti, appena quarantott’ore dopo che ci occupammo della presunta sfiga di Conte, Venezia finì sott’acqua disastrosamente, assieme a Puglia, Calabria e Sicilia, per citarne solo tre, anche se in realtà vi furono molte altre regioni italiane, tra Nord e Sud, che subirono danni gravi. E in quegli stessi giorni, come se non bastasse il crollo del ponte Morandi, avvenuto a pochi mesi dalla sua nomina a capo del governo, si spezzò pure un viadotto sull’autostrada A/6 Torino – Savona.

A proposito delle voci che davano per spacciata la Banca Popolare di Bari, Conte dichiarò ai media che al momento non vi era necessità di intervenire con nessuna banca. Nel pomeriggio la Banca d’Italia comunicò che, invece, l’istituto barese era fallito per l’ammanco di un miliardo di euro. Alla sera così, sempre di quello stesso giorno, il premier dovette convocare un consiglio dei ministri straordinario per salvare la banca che appena al mattino, secondo la sua narrazione, non aveva problemi. E tutto ciò in meno di ventiquattrore!

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Ebbene, pare che stante tali precedenti, molti italiani temano gli auguri che Conte farà loro per l’anno nuovo, anche perché ricordano ancora quelli fatti l’anno passato sul social: «Sette mesi trascorsi insieme, più di quattro anni ancora davanti. Tante le cose fatte e tante quelle che realizzeremo, con un obiettivo: continuare ad aiutare chi è in difficoltà e a rilanciare la crescita e lo sviluppo della nostra bellissima Italia. Saremo al vostro fianco, lavoreremo con voi e per voi». Invece, dopo un anno da quegli auguri, non si è realizzato nessuno degli auspici ma, anzi, la situazione politica ed esistenziale degli italiani è peggiorata rispetto ad allora perché soltanto il debito pubblico – causa di tutti i nostri problemi economici – è aumentato passando da 2.439 a 2.447 miliardi di euro.

Sicché, stante tali precedenti, non riusciamo proprio ad immaginare – ed è certo che la fantasia non ci manca –  la reazione che avranno gli italiani agli auguri del loro premier per il prossimo anno, al contrario dei nostri vignettisti Donato e Mario Tesauro che, a quanto pare, hanno le idee molto chiare in proposito.

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