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Quando l’incompetenza uccide più di una pistola

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A Sante Fe, sul set di un film western, per girare una scena di sparatorie all’attore Alec Baldwin è stata consegnata una pistola vera con dentro il tamburo delle cartucce anch’esse vere invece che a salve. Il risultato è stato l’uccisione involontaria del direttore della fotografia e il lieve ferimento del regista. Secondo gli investigatori statunitensi, tutto ciò è accaduto perché l’assistente alla regia, una ragazza giovanissima, non conosceva la differenza tra i due tipi di munizionamento

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Lo scrittore e drammaturgo irlandese George Bernard Shaw, che era un convinto filocomunista, riteneva che l’incompetenza unita alla corruzione fosse il principale peccato dello Stato democratico, un convincimento che egli ben sintetizzò in tre righe: “La democrazia sostituisce l’elezione da parte dei molti incompetenti all’incarico affidato dai pochi corrotti”. Beh, al netto della nostra allergia alle ideologie illiberali, non possiamo – oggi più che mai – che essere d’accordo con Bernard Shaw sul fatto che nell’era dell’esasperazione della tecnologia e delle realtà complesse, gli incompetenti siano micidiali e perfino pericolosi per la società e per la democrazia se occupanti posti di grande rilievo. Infatti, se noi italiani, e non soltanto noi in verità, avessimo avuto cura di scegliere con più oculatezza la classe dirigente che ci dovrebbe governare (e scegliere a sua volta i collaboratori competenti…), l’Italia rispetto ad oggi sarebbe avanti di almeno un secolo in ogni campo. E la prova di quanto siano perniciosi gli incompetenti l’abbiamo avuta alcuni giorni fa, precisamente lo scorso 22 ottobre, su due scenari diversi e lontani tra di loro: Sante Fe nel Nuovo Messico e Palazzo Chigi sede del governo italiano.

A Sante Fe, sul set di un film western approntato in un ranch, per girare una scena di sparatorie all’attore Alec Baldwin è stata consegnata una pistola vera, con dentro il tamburo delle cartucce anch’esse vere invece che a salve. Il risultato è stato l’uccisione involontaria del direttore della fotografia, Halyna Hutchins, e il lieve ferimento del regista del film Joel Souza. Secondo gli investigatori statunitensi, ciò è accaduto perché l’assistente alla regia, una ragazza ventiquattrenne, aveva caricato la pistola consegnata a Baldwin con delle cartucce vere pensando che fossero a salve. In altre parole l’interessata non conosceva la differenza tra i due tipi di munizionamento pur essendo figlia di un noto armiere.

A novemila chilometri di distanza non possiamo sapere che cosa sia successo di preciso in quel ranch di Santa Fe e, purtuttavia, noi che di armi un pochino ce ne intendiamo, tre domande siamo costretti a porcele: che cosa ci faceva su di un set cinematografico una pistola vera, caricata con cartucce altrettanto vere, stante che al libero commercio sono reperibili repliche perfette e disattivate di ogni tipo di arma corta? Prima di mettere una pistola e del munizionamento veri in mano a una ragazza, peraltro al suo primo incarico di assistente alla regia, qualcuno della produzione ne aveva testato la reale competenza? Che fine ha fatto il competente vero, quell’esperto che una volta i registi assoldavano per sovraintendere alle scene dove si impiegavano armi? Eppure, se non fosse che ormai tutti noi galleggiamo nel mare magnum della superficialità, sarebbe bastato un minimo di spirito di osservazione per evitare la tragedia perché, come ben si capisce dalla copertina, le cartucce vere hanno la pallottola e quelle a salve invece no. Ma questo una ragazzina allevata a pane e social dove qualsiasi verità si maneggia e si consuma in poche battute, dove chiunque diventa “competente” di qualcosa per il solo fatto che ne parla, non poteva saperlo e forse il problema neppure se lo era posto. E malissimo hanno fatto coloro che l’hanno messa a svolgere, in pratica, il compito di un armaiolo, a lei che probabilmente l’unica pistola, le uniche armi che conosceva erano quelle dei giochini Nerf.

A Roma, nello stesso giorno dell’accadimento di Sante Fe, il responsabile (non se ne conosce il livello) dell’ufficio della presidenza del Consiglio dei ministri che si occupa della promozione online degli anniversari, in pratica il governo stesso, ha dimostrato di saperne molto meno di uno studente di terza media sulla storia italiana laddove, per la ricorrenza del centenario del Milite Ignoto i cui resti furono inumati nel Vittoriano nel 1921, è riuscito a sbagliare tutto ciò che si poteva sbagliare e anche di più se possibile. Infatti, nella copertina rievocativa, costui invece dei nostri fanti della Grande Guerra, ha inserito l’immagine di un gruppo di soldati americani della II Guerra Mondiale avente, peraltro, come sfondo non una cartina geografica della zona del Piave o dell’Isonzo dove combattemmo sanguinosamente per quarantuno mesi ma, pensate, della Colombia.

Ma alla fine che cosa hanno avuto in comune i due citati accadimenti? Ma pensavamo fosse chiaro: l’incompetenza a svolgere lavori di responsabilità! E, d’altronde, dopo aver sostituito lo studio con le nozioni, dopo avere svilito il valore dei titoli di studio, dopo aver sostituito la capacità aggregante della famiglia con la comunità social, è diventato piuttosto difficile reperire degli individui maturi, sereni e che siano per davvero competenti in qualcosa. Sicché, quando poi troviamo un soggetto capace, siamo pronti a mettergli sulla testa la corona de “L’imperatore del mondo” di Romy Beat, esattamente come sta avvenendo con Mario Draghi, un banchiere competente il quale sa fare molto bene il suo mestiere che, ahinoi, è sempre stato quello di far salvo il business dell’establishment spremendo sangue e risorse dagli amministrati.

Ma, giusto per chiudere riallacciandoci agli accadimenti dai quali siamo partiti, il risultato immediato dell’incompetenza è stato la morte di una poveretta che stava facendo il proprio lavoro, e una figura di merda planetaria per il “governo dei migliori”. Ma scusate, ci voleva tanto, sul set di Santa Fe, ad assoldare per qualche giorno un armaiolo vero in un Paese dove, peraltro, sono armati pure gli adolescenti?  E al responsabile dell’ufficio promozioni del governo occorreva davvero una montata di genio per andare a vedere, almeno su Internet, come vestivano i nostri fanti durante la Prima Guerra Mondiale e, magari, farsi dare la copia di una cartina geografica del teatro di guerra dall’Ufficio Storico dello Stato Maggiore?  

Ebbene, se pensiamo che in mano a competenti di tal fatta, se non peggio, andrà a finire un futuro che sarà costellato di crisi economiche, di bombe atomiche in mano a qualsiasi media potenza regionale, di centrali nucleari da gestire pacificamente e di problemi connessi ai cambiamenti climatici, diventa facile immaginare quale sarà il destino finale dell’umanità.

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