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Rieccolo il traballante duce de noiantri

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Preoccupa, e indispettisce anche in verità, il silenzio di quel garante della Costituzione che metteva puntigliosa cura a chiosare polemicamente ogni decreto del governo quando c’era Salvini dentro. Di suo il cosiddetto popolo sovrano, così preso a prendersi a pesci in faccia sui social invece di scendere in piazza contro la nuova dittatura virale, non si rende neppure conto di dove lo sta portando quello che si presentò a lui come il rassicurante avvocato del popolo
– Enzo Ciaraffa –

È dallo scorso mese di maggio che gli italiani si domandano perché il governo, con l’appassionato collateralismo esterno della maggioranza dei media, continui a tenere sospesa sulla loro testa la minaccia di una ripresa dell’infezione da Covid-19 nonostante il fatto che tutti gli indicatori ufficiali ed eminenti studiosi affermino il contrario. Ed è proprio a questi che i fatti sembrano dar ragione nonostante gli assembramenti della movida del sabato sera, la ripresa dei contatti sociali e perfino nonostante l’oceanica folla dei tifosi del Napoli che il 17 giugno ha festeggiato la conquista della sesta Coppa Italia invadendo le piazze di Napoli senza nessun tipo di distanziamento fisico.  Poi si è scoperto l’arcano: Giuseppe Conte, più per demerito delle opposizioni che per meriti suoi presidente del consiglio, rivuole i pieni poteri! Infatti, prorogare lo stato di emergenza da Covid-19 fino al prossimo 31 dicembre, come in un prima momento si era prospettato, darebbe a lui e a Rocco Casalino il modo di continuare a governare il Paese con i decreti, i cosiddetti DPCM, senza doversi confrontare con quel rompipalle del Parlamento che, fino a prova contraria, è l’unico depositario della sovranità che la Costituzione, all’articolo 1, assegna al popolo, altro inutile orpello per il duce Giuseppi.

Qualcun’altro si starà domandando dove sia la necessità della proroga dello stato di emergenza visto che sul fronte sanitario tutto sembra andare per il meglio nonostante il governo si stia facendo sfuggire di mano torme di immigrati più o meno irregolari, tra i quali molti infettati dal Covid- 19 e posti pure in quarantena con tanto di tamponi che, sommessamente osservo, agli italiani non sono stati fatti in modo così generoso. Qualche italiano, infatti, incomincia ad incazzarsi per questo modo di fare del governo, come sta avvenendo in Calabria dove sono sbarcati migranti tra i quali alcuni trovati positivi al Covid-19. A riguardo è allo studio del governo un piano per attrezzare una nave sulla quale metterli in quarantena… magari questa idea gli fosse venuta nei momenti più difficili della pandemia, quando non avevamo dove mettere né i morti, né i vivi infetti in quarantena assistita! E comunque, grazie a Dio, ci troviamo ancora al cospetto di una situazione gestibile con l’esercizio ordinario. Se invece non è così, il governo deve ammettere di essersi fatto sfuggire, per la seconda volta, la situazione di mano dopo avere impiegato droni, elicotteri e cinque forze di polizia per tenere gli italiani bloccati in casa per non diffondere il contagio, oppure la smetta di richiedere i pieni poteri ad ogni starnuto degli italiani: lo capisce “l’avvocato del popolo” che non esiste lo stato di emergenza preventivo in democrazia? Peraltro, con questi tiramolla del governo e dei suoi esperti non usciremo mai dall’emergenza e dalla precarietà democratica, perché ci sarà sempre un problema da fronteggiare in qualche parte del Paese. Che faremo, allora, ad ogni stormir di fronde sospenderemo preventivamente la democrazia? Follia da ignoranti drogati di potere!

Peggio del governo italiano in fatto di restringimento dei diritti civili ha fatto soltanto il governo di quelle mammolette democratiche dell’Autorità Nazionale Palestinese che ha decretato addirittura il coprifuoco per due settimane. Speriamo che nessuno se ne lasci ispirare. Questo sinistro parallelo, comunque, deve aver disturbato anche lo stomaco di Conte solitamente abituato a digerire pure i chiodi, perché pare che il premier abbia cambiato idea e i poteri straordinari derivanti dall’emergenza sanitaria li voglia (bontà sua) soltanto fino al 31 ottobre. Cioè dopo aver “gestito” la campagna elettorale e le elezioni di settembre. Epperò … .

E il cosiddetto “garante della Costituzione”, il silente del Colle che metteva puntigliosa cura a chiosare polemicamente ogni decreto del governo quando c’era Salvini, non dice niente?  E il popolo sovrano, così preso a prendersi a pesci in faccia sui social, invece di scendere in piazza contro la nuova tirannia virale, si rende conto di dove ci sta portando quello che si presentò a loro come l’avvocato del popolo?

Ma se il popolo ha qualche attenuante per il suo disinteresse perché giustamente schifato dalla politica, certamente di attenuanti il Centrodestra non ne ha nessuna per non essere riuscito ad organizzare un’opposizione “cazzuta” contro un governo che di simili non se ne videro neppure nello Stato della Chiesa preunitaria. È come se la Meloni con i piedi lontani dal terreno, un Salvini suonato e un Berlusconi ambivalente rifiutassero di prendere atto che l’azione, magari non proprio concertata ma comunque avvolgente, dei pasticcini di Palazzo Chigi, degli inviti paterni del Quirinale, del collateralismo dei Media, del sindacato e di una magistratura non sempre sopra le parti, sta stemperando il loro potenziale aggressivo in termini di resa politica. Ciò perché, per sembrare più a modo, più politicamente corretti, essi stanno diventando, ogni giorno di più, uguali ai loro avversari politici. E questo comporterà, semmai andremo alle elezioni, che gli elettori invece di scegliere la brutta copia del peggio sceglieranno direttamente l’originale.

Eppure è mio personale convincimento che, nonostante i suoi potenti mentori e i modesti avversari, Conte si possa mandare a casa con un pizzico di spregiudicatezza politica, in fondo non è un imbattibile geniaccio della politica, ma soltanto un tizio con i peli sullo stomaco il quale, per sua fortuna e disgrazia del Paese, ha trovato nelle diverse istituzioni dei mallevadori e/o dei complici che sono anche peggiori di lui.

Opposizioni comprese.

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