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I folli che vorrebbero distruggere cultura, civiltà e sentimenti

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Non si capisce cosa abbiano a che vedere col suprematismo bianco l’Eusebeia dei greci e la Pietas latina ma è certamente folle pensare di poter cancellare forze culturali e ideali che, grazie alla personificazione che ne fecero greci e romani, consentirono l’edificazione di quella civiltà occidentale senza la quale non esisterebbero il sentimento civile, il sentimento religioso, l’Europa e gli stessi Stati Uniti d’America
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La Howard University di Washington ha deciso di chiudere la facoltà degli studi classici perché essi sarebbero il simbolo del suprematismo bianco. Contro tale decisione si sono schierati la maggior parte dei frequentatori della facoltà e illustri uomini di pensiero afroamericani e non come, per citarne soltanto due, Cornel West e Jeremy Tate l’ideatore del “Classic Learning Test”.

Ebbene, per quanto appartenenti ad etnie diverse, questi due professori si sono trovati d’accordo nel condannare l’ennesima follia della Cancel Culture che sta agitando anche il mondo della cultura negli States: «La campagna del mondo accademico volta a ignorare o trascurare i classici è un segno di decadenza spirituale, di declino morale e di una profonda chiusura intellettuale che oggi imperversa nella cultura americana. Coloro che commettono questo atto terribile trattano la civiltà occidentale come irrilevante. Il canone occidentale è un dialogo, tra i più grandi pensatori della nostra civiltà, sulle questioni fondamentali. Ci insegnano a vivere in modo più intenso, più critico, più compassionevole. Ci insegnano a prestare attenzione alle cose che contano, e distogliere la nostra attenzione da ciò che è superficiale».

È sul penultimo pensiero dei due docenti che vogliamo soffermarci, dove essi concordemente affermano che i classici ci insegnano a vivere in modo più intenso, più critico, più compassionevole… immaginiamo che volessero riferirsi alla Eusebeia dei grecie alla Pietas dei latini.

Ma di che cosa si trattava esattamente?

Sostanzialmente della medesima cosa, e cioè il culto del sacro, la misericordia, il rispetto per gli anziani, il senso del dovere, la fedeltà in senso assoluto, il rispetto per gli insegnanti, per i magistrati, per la giustizia, per i culti religiosi e il dovere della protezione della famiglia.

A parte che proprio non si capisce cosa abbiano a che vedere col suprematismo bianco tali sentimenti, è folle, perfino coglione se permettete, pensare di poter cancellare forze culturali e ideali che, grazie alla personificazione che ne fecero greci e latini, resero possibile l’edificazione di quella civiltà occidentale senza la quale non esisterebbero il sentimento civile, il sentimento religioso, l’Europa come la conosciamo oggi e gli stessi Stati Uniti d’America. Fu grazie a quei sentimenti che la poetessa Saffo, in una sua ode, poté declamare «Pari agli dei mi appare lui, quell’uomo»: è, infatti, l’Eusebeia/Pietas, che si vorrebbe cancellare assieme allo studio dei classici, a porci più vicini a Dio!

Greci e romani, peraltro, erano soliti adottare le divinità e la cultura dei popoli che associavano al loro dominio, ciò all’insegna di una tolleranza sconosciuta ai razzisti vestiti da antirazzisti della Cancel Culture.

(Copertina di Donato Tesauro)

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