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Sul monopattino di Conte come è bello andar

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Lo scopo dichiarato del bonus monopattino è quello di evitare gli assembramenti sui trasporti pubblici, ma al riguardo è intervenuta la signora ministro delle infrastrutture per spiegare che del bonus in questione potranno fruire soltanto i maggiorenni dei Comuni con oltre 50.000 abitanti. Come dire che gli assembramenti sono pericolosi a Milano ma non a Garbagnate Milanese, sorvolando sull’articolo 3 della Costituzione secondo il quale tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge
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Gli italiani in questo preciso momento storico sono bisognosi di tutto, dalle meno tasse ai prezzi calmierati, dalle mascherine al denaro liquido, e invece avranno il monopattino che è un po’ come le brioches della regina di Francia Maria Antonietta.  Il Decreto Rilancio del governo, infatti, ha previsto un bonus massimo di 500 euro per potere acquistare bici e monopattini, anche di seconda mano. Ebbene nella gestione di questa trovata str… abiliante  del governo sono stati coinvolti addirittura due ministeri: quello dei Trasporti e dell’Ambiente, che ne avrebbero di cose serie da fare in questo disgraziato periodo! Peraltro, mentre si dava da fare per togliere un po’ di auto dalla circolazione, con la sua solita coerenza, il governo garantiva una fidejussione di 6,5 miliardi a chi le auto le costruisce, ovvero alla Fiat o come diavolo si chiami adesso.

Lo scopo dichiarato dell’inedito bonus è quello di evitare gli assembramenti sui trasporti pubblici, ma al riguardo è intervenuta la signora ministro delle infrastrutture per spiegare che del bonus in questione potranno fruire soltanto i maggiorenni dei Comuni con oltre 50.000 abitanti. Come dire che gli assembramenti sono pericolosi a Milano ma non a Garbagnate Milanese, sorvolando anche su quella fastidiosa quisquilia dell’articolo 3 della Costituzione, secondo il quale tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. Ma questi richiami costituzionali di noi inossidabili liberal democratici, il logorroico governo del Conductor WinstonGiuseppi, sostenuto paradossalmente da un partito che si definisce “democratico”, manco li prende più in considerazione.

Siccome siamo agli inizi di una crisi economica così pesante che secondo gli analisti coinvolgerà quei settori produttivi che creano il 20% del nostro PIL, avendo quale effetto rimbalzo l’impoverimento di famiglie che fino a ieri potevano definirsi “agiate” ed innescando così una drammatica contrazione della domanda interna, forse era il caso che il governo concentrasse le risorse messe (teoricamente) in campo su meno obiettivi ma di più vitale importanza per la ripartenza dell’Italia. Come, ad esempio, quelle riforme economiche e sociali capaci di chiudere definitivamente i conti con un’asfissiante burocrazia e risollevarci dalla depressione economica e morale, una sorta di New Deal post pandemico.

Ma, ahinoi, Conte non è F. D. Roosevelt e, pertanto, ci dovremo accontentare del monopattino.

(La vignetta in copertina è opera di Donato Tesauro)
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