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Un presidente della repubblica radical chic? No grazie, due ci sono bastati!

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Sarebbe molto illuminante che qualche costituzionalista sedicente progressista ci spiegasse in quale parte della Costituzione sta scritto che i mercati internazionali hanno una funzione di regolazione delle consultazioni elettorali democratiche, anche per sapere chi  manovra nell’ombra e chi fa e disfa i governi nei paesi dell’Unione Europea. Non per nulla sono in molti a pensare che in Italia sia stata violata la stessa forma repubblicana dello Stato italiano, così come tassativamente previsto dall’articolo 139 della nostra Costituzione
– By Cybergeppetto –

Alla fine Matteo Renzi si è tradito perché, nell’ambito del suo spottone politico chiamato “Leopolda“, ha ammesso che tutta l’area progressista – affarista ha bisogno di un presidente della repubblica europeista, cioè affiliato alle tecnocrazie europee. L’idea, in verità, non è nuova, anche durante la crisi si era detto che la legislatura doveva andare avanti per eleggere il presidente con l’attuale maggioranza, altrimenti lo avrebbero eletto i rappresentanti degli italiani che, forse, nella prossima legislatura cambieranno il loro voto rispetto al passato.

L’esternazione del paròn della “Leopolda” non sarà andata di traverso solo a quei toscani che hanno l’adesivo del Granducato di Toscana sull’auto, ma anche agli italiani ai quali viene raccontata la favoletta del Presidente super partes che eserciterebbe un potere neutro e che custodirebbe fedelmente la costituzione, visto che ormai sono sempre di più quelli che non sopportano più lui e il regime progressistaimmigrazionista del quale è alfiere.

Tutti sanno che il complesso dei consiglieri del presidente della repubblica è una sorta di “governo ombra” che negozia, lungamente e in maniera nascosta, la scrittura delle leggi e, soprattutto, dei decreti legge, con ciò andando ben oltre la funzione di quella legittimità costituzionale che è diventata il grimaldello per scassare sia la funzione esecutiva che quella legislativa a vantaggio del potere giudiziario, con tanti saluti al “potere neutro”. Come possa definirsi super partes un presidente che affida il governo ad un partito di sinistra, come il M5S, quando dalle urne è uscita una maggioranza relativa di centro destra, mi pare un insulto all’intelligenza degli italiani.

Questa situazione va avanti da decenni, a partire dal famoso ribaltone orchestrato nel 1994 con la regia del presidente della repubblica di allora, Scalfaro, una pagina nera nella storia della democrazia, anche se, anni dopo, la creazione del governo di Mario Monti fu anche più nera.
I lettori ricorderanno che l’attuale presidente pretese di indicare due ministri importanti del governo Lega-M5S, quelli relativi agli Affari Esteri e all’Economia, cosa che fu aspramente criticata dal maggior costituzionalista italiano, Valerio Onida, il quale arrivò a dichiarare che «Mattarella è arrivato a interpretazioni della Costituzione che, secondo me, non sono giuste» e, in relazione alla nomina del professore Paolo Savona, ricordò che «Il governo non è una dipendenza del capo dello Stato».

Qualsiasi onesto studente di diritto costituzionale sa bene che quello di Mattarella fu un abuso, anche se buona parte della casta di professoroni Rolex – Progressisti plaudì, pena la perdita della loro cadrega. Ebbene, come possa un siffatto presidente continuare a dirsi “Fedele custode della Costituzione” mi è del tutto ignoto.  Per fortuna ci sono costituzionalisti che hanno l’onestà ed il coraggio di dire che i trattati dell’Unione Europea sono anticostituzionali in quanto l’articolo 11, secondo comma, della nostra Costituzione recita che “L’Italia consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

Quale possa essere la “parità” nel cui ambito si svolgono i rapporti con le burocrazie europee lo sanno tutti, basta ricordare che un commissario europeo, tal Günther Oettinger, quando si costituì il governo Lega – M5S, ebbe a dichiarare che «… le conseguenze sui mercati potrebbero spingere gli elettori italiani a non votare per i populisti».

Sarebbe molto illuminante che qualche costituzionalista sedicente progressista ci spiegasse in quale parte della Costituzione sta scritto che i mercati internazionali hanno una funzione di regolazione delle consultazioni elettorali democratiche, anche per sapere chi manovra nell’ombra o chi fa e disfa i governi dell’Unione Europea. Non per nulla sono in molti a pensare che, in più di un’occasione, sia stata violata la stessa forma repubblicana dello Stato italiano, così come tassativamente previsto dall’articolo 139 della Costituzione

Per continuare a far scempio della democrazia e della sua magna carta, evidentemente la casta tecnocratica ha bisogno di un presidente adeguato, cioè uno dei suoi. Appare ormai chiaro dalle indagini demoscopiche che gli italiani non torneranno a votare per la vecchia classe dirigente e, perciò, a questi loschi figuri che lavorano contro il loro Paese e contro le regole democratiche, rimane come ultima speranza, l’aiuto della presidenza della repubblica e di quella magistratura che, di notte, va a cena con i politici negli alberghi romani per le nomine dei procuratori.

Nel frattempo dal cappello a cilindro delle logge e delle mafie tecnocratiche stanno uscendo nuovi partiti e partitini che servono ad intorbidare le acque, a confondere gli italiani e, soprattutto, servono ai grandi gruppi industriali… per rendersene conto basta andare a vedere chi sono i finanziatori del nuovo partito di Renzi.

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