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Una crisi di governo tra finzioni e baci di Giuda

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governo ter
Un premier ridimensionato, e perciò più condizionabile dalla costellazione di partiti e gruppetti nati ad hoc per sostenerlo, potrebbe essere di nuovo a Palazzo Chigi, a guidare il Conte ter o, se vi pare, il Mattarella bis, un governo ancora più infelice e inefficace dei precedenti. In nome della “responsabilità” degli irresponsabili
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Uno dei problemi di Conte era la striminzita maggioranza al Senato dove, per rimpiazzare i senatori di Italia Viva, gli occorrevano almeno altri dieci voti per essere al sicuro e depotenziare, eventualmente, anche il potere d’interdizione di Renzi nel caso di un suo probabile rientro nel governo ter. Detto fatto!

È nato, ufficialmente oggi, il nuovo gruppo “Europeisti Maie Centro democratico” il quale ha avuto, come primo pensiero, quello di inviare tramite il suo capogruppo un messaggio di via libera al Quirinale dove, esperite le inutili consultazioni a questo punto, il “saggio” presidente Mattarella potrebbe procedere  alla terza investitura di Giuseppe Conte: «Al presidente della Repubblica avanzeremo la proposta di un nuovo governo Conte, perché è lui il nostro punto di riferimento».

Al Centrodestra, in preda a una crisi soporifera senza precedenti consigliamo, a questo punto, di passare risolutamente all’attacco  e di porsi come ragionata alternativa di un pericoloso governo che, se e quando vedrà ufficialmente la luce, sarà ancora più espressione di un intricato sistema liberticida, smettendola con l’illusione di poter contare sull’imparzialità dell’arbitro: lo sbocco di questa crisi era già stato scritto prima che essa  scoppiasse e, a dirla fuori dai denti, non ci stupiremmo se a dettarla fosse stato proprio l’arbitro! Sì, perché senza un mentore autorevole, Conte e la sua banda di pellegrini non sarebbero stati in grado di pilotare la crisi  in un “certo modo” per poterle, poi, dare un “certo sbocco” senza rischiare di mandare gli italiani a fare quella brutta cosa che si chiama votare.

Il guaio è che i leader del Centrodestra, troppo presi da tatticucce da quattro, anzi da molti, soldi e dalla brama di voler mettere in qualche modo anch’essi le mani sui miliardi del Recovery Fund, non si rendono conto che la storia sta offrendo loro un’occasione unica e irripetibile: diventare – dopo essere stati per anni i reazionari brutti e cattivi – i nuovi paladini della stabilità e delle  libertà democratiche di questo disgraziato Paese, il quale è così disgraziato che per potersi salvare si aggrappa anche a loro. Non ci entusiasma un’ipotesi del genere, ma perfino  un governo di salvezza nazionale con loro dentro sarebbe di gran lunga preferibile a Conte, Speranza e Gualtieri.

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