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Una mamma senatrice a Fagnano Olona

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La senatrice Tiziana Drago non si nasconde dietro un dito e, senza reticenze, ammette che il Movimento Cinque Stelle ha subito una consistente flessione dei consensi elettorali anche se, fino ad oggi, ciò è avvenuto nel corso di elezioni locali, come dire in competizioni politiche che storicamente premiano i partiti più “anziani” e da più lungo tempo presenti e radicati sui diversi territori
– Enzo Ciaraffa –

«Le donne, quale che sia il loro ruolo, professione, hanno tutte il vezzo di farsi attendere». È esattamente a questo che sto pensando mentre, andando avanti – indietro nella hall del “Robinie Hotel” di Solbiate Olona aspetto, per poterla intervistare, la senatrice del M5S Tiziana Carmela Rosaria Drago. Poi apprendo che, almeno questa volta, la colpa è dell’aereo proveniente da Roma che è atterrato a Malpensa con quaranta minuti di ritardo rispetto all’ora di previsto arrivo. Dopo mezz’ora dall’atterraggio dell’aereo la senatrice finalmente arriva accompagnata dai suoi ospiti di Fagnano Olona, sicché la accolgo col più smagliante dei sorrisi e, assolte le presentazioni di rito, ci mettiamo comodi per iniziare l’intervista con una domanda preliminare piuttosto irrituale per la circostanza.
Catanese, cattolica, tre nomi, quattro figli, un marito, una professione di docente nelle scuole superiori, misurata nei modi, pacata nel linguaggio, sorriso accattivante, sobriamente abbigliata… lo sa, vero, che si discosta parecchio dallo stereotipo delle donne in politica dell’ultimo quarto di secolo.
E come sarebbero, secondo lei, le donne in politica oggi.
Eccessive …
Non credo sia così per tutte, oltre ad essere una docente sono anche una mamma e una moglie prestata alle istituzioni per fare le cose che riguardano, appunto, le mamme, le mogli e i figli delle famiglie italiane.
E che cosa ci fa nel Movimento Cinque Stelle che, diciamo la verità, “eccessivo” lo è stato spesso.
Mai fermarsi alle apparenze.  Come tutti i movimenti che nascono dal basso, i Cinque Stelle sono molto vicini alle esigenze reali della gente comune, e parliamo di esigenze come il sostegno alle famiglie di basso reddito, la gratuità dell’asilo nido e le provvidenze per le madri, in altre parole parliamo del welfare. In questo momento, poi, mi sto occupando proprio delle famiglie numerose.
In che modo.
Attraverso analisi, progettualità e possibili politiche da adottare a riguardo sia nei Comuni, sia a livello nazionale. Peraltro, faccio parte dell’Associazione Nazionale Famiglie numerose e sono firmataria del disegno di legge per la riforma dell’ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente), allo scopo di accrescere la possibilità per le famiglie e di avere parametri più favorevoli per accedere alle prestazioni sociali.
Ma ci sono le risorse e una volontà politica per poter fare tutte queste cose.
Non nego che probabilmente le nostre proposte daranno l’avvio ad un importante momento di confronto su uno dei temi cardine in un Paese sempre più anziano e, dunque, meno propenso alla crescita e all’innovazione in ogni campo. Oltretutto, sul medio periodo, il sistema previdenziale rischia di esplodere. Anche per questa ragione occorre rimuovere al più presto quei fattori che impediscono alle famiglie italiane di conciliare le aspettative di maternità e di paternità con le condizioni minime garantite per la loro realizzazione, per incentivare la natalità in un Paese che sembra procedere verso un invecchiamento inarrestabile della popolazione. Pertanto, crescita demografica, sviluppo economico e ritorno previdenziale devono andare di pari passo se vogliamo veramente risollevare il nostro Paese.

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Probabilmente questa che sto per farle è la domanda che più frequentemente le stanno rivolgendo da agosto scorso ad oggi … com’è che da nemico numero uno in quanto rappresentante di un sistema di potere che volevate giravoltare come un pedalino, il PD è diventato vostro alleato di governo. Questa repentina ed inedita alleanza non ha creato disagio nella vostra base.
Non nego che una tale domanda me l’aspettavo. Immagino che lei ricordi la nostra iper criticità verso la  Lega quando governavamo insieme, come immagino sia inutile farle la cronistoria di ciò che è accaduto l’estate scorso tra il M5S e l’altro “contrattista” di governo che ha deciso di ritirare l’appoggio al governo Conte. A quel punto il M5S ha avuto soltanto due alternative: andare a nuove elezioni azzerando così i propri obiettivi come il consolidamento del reddito di cittadinanza e il taglio dei parlamentari per citarne solo alcuni, o fare un’alleanza col PD in base, però, a dei precisi accordi di programma, cioè accettando di votare per la realizzazione dei nostri obiettivi per gli italiani. Certo, questa nuova alleanza ha provocato qualche disagio nella base del nostro Movimento, un disagio che, evidentemente, è stato metabolizzato senza traumi irreparabili.
Eppure, stando ai sondaggi e al risultato delle ultime elezioni regionali in Umbria, il M5S continua a scendere nella considerazione degli italiani.
Sarebbe inutile negarlo, una flessione dei consensi elettorale c’è stata anche se, fino ad oggi, si è trattato di elezioni locali, come dire di competizioni che storicamente premiano i partiti da più lungo tempo presenti sui territori.
Lei cattolica, impegnata nel sociale come s’inclina a dire oggi, fa la senatrice in un movimento politico che si vuole mangiapreti…
Che il M5S sia un movimento mangiapreti, mi creda, è un luogo comune, anzi, si sorprenderà ad apprendere che, per la prima volta, ho “incontrato” il reddito di cittadinanza mentre svolgevo attività parrocchiali a Catania.
Appare evidente che lei, a giudicare dal numero di figli, deve avere una concezione tradizionale della famiglia. Ebbene, dopo l’inedita alleanza col PD, non le procura nessun problema lavorare spalla a spalla con la senatrice Monica Cirinnà che sulla famiglia ha delle idee piuttosto diverse dalle sue?
No, la diversità di vedute, d’altronde, non deve impedire il confronto su di un tema trasversale e molto importante come la famiglia, anche perché siamo uno Stato laico dove trovano legittimità tutti i punti di vista etici e religiosi.
Quale consiglio darebbe a Luigi Di Maio in questo preciso momento storico.
Atteso che non credo che il capo politico del Movimento abbia bisogno dei miei consigli, ritengo che dovremmo curare meglio le relazioni col territorio, la progettualità in generale e, in particolare, la comunicazione.
Non mi ha dato l’impressione, in tutta onestà, di essere una senatrice che si accontenti di scaldare lo scranno di Palazzo Madama… mi dica che cosa ha in mente per il futuro.
Più di qualche progetto. Oltre al citato disegno di legge sull’ISEE, mi sto occupando di un progetto legislativo sull’equo compenso dei liberi professionisti al momento del tutto privi di tutele, come i Periti Assicurativi, e di un altro progetto sulle disabilità.
A proposito di territorio, a parte Gloria Garbellini che ha organizzato questa intervista ed era già qui ad attenderla, vedo che è accompagnata dal consigliere comunale del M5S, Walter Lomi, da Max Piro e dalla signora Eloise Davanzo …. come mai, che cosa è venuta a fare a Fagnano Olona dal momento che non è neppure nel suo collegio elettorale.
Infatti. Ma è proprio questa la grande differenza tra noi e il vecchio modo di fare politica: a noi interessano i temi e i progetti coinvolgenti indipendentemente dal fatto che ci siano o meno di qualche utilità elettoralistica.
Nel caso?
Il gruppo di Fagnano Olona ha organizzato, e non è la prima volta, un dibattito su di un argomento che, avendo firmato il progetto di legge sull’ISEE, mi sta particolarmente a cuore. E, d’altronde, il tema prescelto dagli amici fagnanesi è di quelli che dovrebbero coinvolgere i rappresentanti di ogni partito politico: “Incremento Demografico e Sviluppo Economico – Analisi, Progettualità e Welfare Familiare”.
Bene, spero d’incontrarla alla fine di questa legislatura, canonica od anticipata che sarà, per poter tracciare un bilancio di questi convulsi mesi assieme a lei. Al momento la ringrazio per l’intervista ed auguro buona permanenza a Fagnano Olona.

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